Suonando con una naturalezza che lascia senza parole, questo terzetto svedese giunge dopo anni di gavetta al meritato, quanto clamoroso, debutto discografico.
Cavalcando con una disinvoltura disarmante le sonorità che fecero immortali i Toto di The Seventh One, la band propone dodici tracce di purissimo ed incontaminato aor.
Il gruppo trae le proprie ispirazioni quasi totalmente dalla premiata ditta Porcaro-Lukather, arrivando ad una somiglianza con il combo americano davvero impressionante.
Un mix perfetto di ammalianti melodie, ritornelli a tutto coro e straordinaria perizia esecutiva, fanno di Art Work una vera e propria gemma del genere.
Impossibile citare i brani più riusciti, in quanto la band ad ogni canzone sembra migliorare la prestazione offerta in precedenza.
Ma andiamo con ordine: "Why Do I?" parte
alla grandissima, dà l'impressione di trovarsi davanti a qualcosa di speciale e si candida come una delle migliori tracce dell'album. Legata ad essa da un tappeto di tastiere,
"Maria" riporta al classico aor di stampo americano, mentre "Camelia" ricalca nei ritmi la splendida "Stop Loving You" dei Toto. Il singer Lars Safsund è il clone di Joseph
Williams, ma tutta la band suona compatta ed in splendida armonia, supportata anche da una produzione estremamente brillante. Sembrerebbe impossibile fare
di meglio, ma presto ci si accorgere che non è così. "Her Only Lie" è infatti un piccolo capolavoro melodico, in cui si possono riconoscere praticamente tutti gli stilemi
del miglior aor di metà anni ottanta. La band non è ancora contenta e grazie a "Too Late", con un indimenticabile ritornello, assesta un altro duro colpo alle nostre già
malandate coronarie di nostalgici melomani. "Whenever U Sleep" sembra la classica ballata piazzata al momento giusto per rallentare un po' la corsa, salvo poi esplodere
all'improvviso in un coro stellare che ci fa saltare sulla sedia! Ballata vera alla Chicago è invece "Once In A Lifetime", che finalmente ci concede una effettiva pausa. Ad
un menù già cosi ricco, "Peace Of Mind" aggiunge quel tocco di Journey-style (Raised On Radio/Escape) che mancava, scoppiando nell'ormai consueto ritornello centrale.
Arrivati alla nona traccia non dobbiamo più stupirci di nulla, ma solo lasciarci andare ad un finale che non delude le aspettative. Ancora Toto sugli scudi per la power
ballad "Lost Without Your Love", mentre all'epoca "Georgy Porgy", e quindi al lato più impegnato della band, ci riporta "Like No Other". Un tappeto di tastiere introduce
e fa da sottofondo alla sognante "Cover Me", non distante da certe melodie alla Richard Marx dell'epoca Repeat Offender. Chiude il lavoro "One Hour", unico pezzo
leggermente sotto tono di tutto il cd. Cori pomposi, uniti ad un senso della melodia che in pochi possono vantare, sono il vero punto di forza del trio svedese.
Chi pensava che certe sonorità fossero solo un ricordo del passato dovrà ricredersi e correre ad accaparrarsi una copia di questo sorprendente album, che sicuramente
finirà nelle zone alte della vostra personale chart di fine anno!