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L’esordio dei Winger è uno di quei dischi imprescindibili nell’ambito del miglior hard rock americano degli anni 80; ottima anche la prova successiva, In The Heart Of The Young, ma questo album omonimo, colonna sonora di una mia settimana in solitaria nel Salento, rimane, per quanto mi riguarda, il capolavoro della band. Conosciuto anche come Sahara (nome , questo, riportato in maniera poco leggibile sulla copertina), il disco, uscito nel 1988, accontentò tutti: chi cercava della musica ispirata, chi dei pezzi orecchiabili - visto l’alto appeal commerciale delle canzoni - gli amanti della tecnica (nomi come Rod Morgenstein e Reb Beach sono una garanzia!) e pure le ragazzine, che elessero il bel Kip a nuovo sex symbol. L’opener “Madalaine” è già da manuale: ritmo incalzante, strofe azzeccatissime, ottimo bridge, eccellente refrain e assolo perfetto: manca solo l’Amaro Lucano! La più cadenzata “Hungry” rimane su standard altissimi, con il suo incedere carico di tensione, mentre con la successiva “Seventeen” si ritorna ai lidi solari e spensierati dell’opener, con un Reb Beach sempre più ispirato alla sei corde in fase solista. “Without The Night” è, nonostante il titolo, una splendida ballad notturna, con le tastiere di Paul Taylor sempre in primo piano, mentre la cover della hendrixiana “Purple Haze” è, forse, l’unico passo falso dell’album: ben eseguita dal gruppo, manca però di quella magia che solo Jimi poteva infondere. Con la gustosa“State Of Emergency” tornano le radiose melodie dell’opener, efficaci anche “Time To Surrender” e la frizzante “Poison Angel”, ma il vero acme del disco, secondo il mio modesto parere, rimane “Hangin On”. Dovrebbero emanare un’ordinanza comunale che obblighi la riproduzione continua di questa canzone sulle spiagge di tutto il mondo, vista l’estiva positività che la contraddistingue: solo il riff iniziale vale il prezzo dell’album e il resto è pura energia! La triste ballad “Headed For A Heartbreak” è da confezione magnum di Kleenex ed è fantastico quando, nelle strofe, Kip interrompe il cantato malinconico urlando un ispirato “Yeah!”. Ciliegina sulla torta di questo Winger, la bonus track “Higher And Higher”, ennesima traccia pienamente riuscita. Lavoro di altissima caratura, frutto di musicisti dalle elevate capacità: dal virtuoso Reb Beach, autore di momenti memorabili, alla valida sezione ritmica composta dallo stesso Kip al basso e da un “frenato” Rod Morgenstein al drum-kit, ma , soprattutto, dalla magnifica voce del leader, che saprebbe rivitalizzare anche i pezzi dell’ultimo Celentano. Ora scusate, ma torno a riascoltarlo! Voto:
Luca Driol
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