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Il rock non morirà mai!. Ho sempre ostentato quest’affermazione con fierezza e convinzione perché sono sicuro che chi vive di musica non può fare a meno del nostro genere preferito. Certo è che il rock n’ roll, l’hard rock, l’aor, il melodic rock o come lo si voglia intendere o identificare ha vissuto dei momenti veramente bui, periodi in cui la sua sopravvivenza è stata letteralmente appesa ad un filo, tenuto in vita solo grazie alla passione dei fruitori più incalliti. Basti pensare agli anni neri che hanno seguito i mitici eighties. Si, quel periodo d’oro che va più o meno dal 1982 al 1993 (e che vedeva come suo epicentro la Los Angeles più sbarazzina ed allegra), spazzato letteralmente dall’avvento dei nuovi “miti perdenti”, con il conseguente spostamento dell’interesse storico/musicale verso la città di Seattle. Intere discografie cancellate dalla memoria storica e, cosa ancor più grave, l’annientamento dell’underground formato da quel sottobosco di giovani band che davano linfa vitale al movimento. Le major smisero di ospitare i gruppi nei loro cataloghi trasformando il rock in un genere di nicchia. Da allora, ci siamo lentamente trascinati fino ad oggi grazie a qualche etichetta indipendente allorquando, un po’ a sorpresa, l’esplosione dei The Darkness avvenuta nel 2003 ha rimesso in moto la macchina e dato vita al fenomeno delle reunion di tutti quei gruppi una volta all’apice. I tempi però sono cambiati e quel modo di intendere e fare musica si è perso all’inizio degli anni ’90, nel frattempo sono usciti molti lavori contraddittori e al giorno d’oggi sembra che solo gli Europe siano riusciti a portare avanti un discorso musicale sensato tra quelli della vecchia guardia. Tra le nuove leve invece ci sono delle realtà veramente interessanti che vale la pena di approfondire in questa sede. Oltre i già citati The Darkness, l’esistenza dei quali però è minata da problemi interni al gruppo dopo solo due album da studio, si segnalano gli svedesi Crasdïet, anch’essi sfortunatamente fermi dopo la prematura scomparsa del singer ed un solo disco, e i norvegesi Wig Wam, a tutt’oggi i migliori esponenti del genere. La band, sebbene poco conosciuta dalle nostre parti, è già attiva dal 2004 con due album (questo compreso), svariati singoli e addirittura due live dvd, uno dei quali uscito in edizione speciale nella terra del Sol Levante dove sembra che il ciclone grunge non sia mai arrivato. Il lavoro si presenta valido sotto tutti i punti di vista, iniziando da una produzione “bombastic” assolutamente all’altezza e che ricorda molto quelle degli anni d’oro del genere, chitarre graffianti e potenti, una capacità di scrivere canzoni dai ritornelli irresistibili, una perizia tecnica fuori dal comune ed una immagine glam azzeccatissima. Le coordinate stilistiche possono sintetizzarsi in una miscela esplosiva e ben amalgamata di Aerosmith, Def Leppard, Mötley Crue, Bon Jovi, Kiss e Alice Cooper, senza disdegnare una spruzzata di aor e scan rock. Dopo l’intro di turno parte “Rock My Ride”, spettacolare anthem dal grande impatto ed assolutamente trascinante, un’arena rock che ricorda molto i Mötley Crüe del periodo più felice. Con la successiva “Slave To Your Love” la band si fa apprezzare per una ballad all’altezza, con dei cori efficacissimi ed una voce intensa degna di Steven Tyler. “Gonna Get You Someday” sembra uscita dal repertorio del miglior Bon Jovi: ancora una volta sono i cori trascinanti a farla da padrone, il tutto però senza mai cadere nel plagio poiché la band riesce sempre ad imprimere un marchio personalissimo e ben riconoscibile a tutte le sue composizioni. L’aor più arioso fa capolino nella traccia successiva, “Bygone Zone”, con il singer Glam a spadroneggiare, mentre “Dare Devil Heat” e “Kill My Rock 'N' Roll” sono altri due esempi di divertentissimo e potentissimo arena rock. I nostri con gli strumenti ci sanno veramente fare ed il risultato è il successivo strumentale “The Riddle”. A seguire vi è la seconda ballad, “At The End Of The Day” con il singer ancora emulo del miglior Tyler, mentre ad alzare i toni ci pensano “A R 'N' R Girl Like You”, il cui inizio ricorda molto quello della celeberrima “My Sharona”, e le potenti e fiammanti “Can't Get Her (Out Of My Bed)” e “Breaking All The Rules”.

In conclusione posso tranquillamente affermare che ci troviamo di fronte al futuro del hard rock più puro e genuino. Queste dodici perle di furente metallo, forgiate da una band assolutamente all’altezza e che punta tutto sulle sostanza e sulla concretezza senza badare all’immagine (non c’hanno più l’età! ndStefano) ed al singolo da classifica, sono quanto di meglio si possa trovare al giorno d’oggi sul mercato.

SALVATORI!!!

 

 Voto: 

 

 

 

Mario Grasso

 

punto elenco

Track list

  • 01. Wig Wamania
    02.
    Rock My Ride
    03. Slave To Your Love
    04. Gonna Get You Someday
    05. Bygone Zone
    06. Dare Devil Heat
    07. Kill My Rock 'N' Roll
    08. The Riddle
    09. At The End Of The Day
    10. A R 'N' R Girl Like You
    11. Can't Get Her (Out Of My Bed)
    12. Breaking All The Rules

     

punto elenco Website url

www.myspace.com/wigwamania 

www.wigwam.no

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