Questo album altro non è che la nuova registrazione del debutto omonimo (esclusa "You' re Mine") targato, appunto, 1987, dei christian rocker Whitecross. Pur senza far gridare al miracolo, si tratta di una delle prove più convincenti della band, grazie ad una serie di brani trascinanti tipici dell' hard rock di quegli anni: tra lodi sperticate a Cristo ed esortazioni a rifuggire Satana e il peccato, il disco si dipana tra pregevoli song che strizzano l'occhio ai Ratt d'annata e, soprattutto per quanto riguarda le liriche, ai primi Stryper. Ottima "Who Will You Follow", dal trascinante chorus, mentre "Enough Is Enough" e "He Is The Rock" pagano un tributo più che evidente al sound dei Ratt, grazie anche alla ruvida voce del singer Scott Wenzel, che riporta alla mente l'ugola di Pearcy. Tra i pezzi più riusciti si segnalano pure "Seein' Is Believin'", dall'anthemico refrain , "All I Need" e la più veloce "Love On The Line" originariamente uscita sull' ep omonimo del 1988. Per l'intera durata di questo lavoro il virtuoso chitarrista Rex Caroll si lancia in assoli al fulmicotone tutti molto simili tra loro e a lungo andare piuttosto noiosi. Sono presenti anche due song strumentali: l'inutile "Nagasake" e l'inedita "Re:Animate", dal piglio più moderno e senz'altro più riuscita, e non mancano pure quattro ghost track non accreditate sul booklet, ma che in realtà sono spezzoni di canzoni o interventi parlati di pochi secondi. Nonostante alcuni difetti, l'album è comunque consigliato a chi ama l'hard rock degli anni '80 e, soprattutto, ai fan dei Ratt.