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Inauguriamo la sezione interviste con una delle prime band capaci di piazzare un Top Album su Roxx Zone: stiamo parlando degli olandesi (trapiantati a Los Angeles) Van Gunn. A rispondere a tutte le nostre curiosità è il gentilissimo singer Martin.

 

Ciao Martin, per prima cosa, ti va di raccontarci com’è nata questa band?

Be’, tutto ha avuto inizio quando eravamo ancora dei ragazzini: abbiamo cominciato a provare assieme alla tenera età di 12/13 anni. Sin da allora si è creata una speciale alchimia che ha fatto in modo che nessun membro della band sentisse mai la necessità di cambiare gruppo o tipo di musica. Questa consapevolezza ci ha permesso di portare avanti il nostro progetto, ed essere ancora qui dopo molti anni a parlare di noi e del nostro primo disco.

 

Come descriveresti il tipo di musica contenuta nel vostro album di esordio?

Ci sono tante band che hanno influenzato il nostro stile musicale, quindi credo che questo disco sia un grosso mix di tutto ciò che ascoltiamo. Siamo degli ascoltatori di larghe vedute, ci piacciono molte cose diverse fra loro, dagli AC/DC sino a Ray Charles, anche se quando componiamo cerchiamo di non allontanarci troppo dai canoni del blues e del rock’n’roll. In questo periodo stiamo portando l’album in giro con un tour negli Stati Uniti.

 

Avete lasciato la vostra nazione, L’Olanda, per andare a cercare fortuna negli Stati Uniti. Credi che nel 2007 sia davvero l’unico modo per avere un po’ di successo?

Dipende tutto da che musica proponi. Suonando quel tipo di rock che facciamo noi, l’Europa non è il posto ideale per farsi notare dalla gente e imporsi sul mercato. Questo genere di sound necessita di un nuovo inizio, una nuova scena, e il posto migliore in cui trovarsi per fare sì che ciò accada, al momento, sono gli Stati Uniti.

 

Ci racconti quest’avventura, questo azzardo che ai giorni nostri non molti musicisti hanno il coraggio di fare?

È stata un’esperienza molto divertente, devo ammetterlo, ma anche molto, molto complicata. Abbiamo dovuto separarci da tutto ciò che avevamo in Olanda e da tutta la gente che ci voleva bene. L’inizio della nostra avventura in terra americana non è stato nemmeno dei migliori, tutt’altro: siamo stati fregati da delle persone senza scrupoli, abbiamo perso tutti i nostri soldi e siamo stati costretti a lasciare Los Angeles dopo poco tempo e fare ritorno a casa. Credevamo fermamente in quello che stavamo facendo e la nostra tenacia ci ha permesso di andare avanti: abbiamo giurato a noi stessi che non avremmo abbandonato l’idea di sfondare negli Stati Uniti per nessuna ragione al mondo. Credo sia praticamente impossibile spiegare a parole quello che abbiamo provato e ricevuto da questa incredibile esperienza, ma sono convinto che chiunque creda davvero nelle proprie idee possa fare la stessa cosa. Ci vuole soltanto un po’ di coraggio. Troppo spesso sento pronunciare frasi del tipo: “Quello che avete fatto è grandioso, vorrei tanto poterlo fare anche io”. Il punto è che si può fare, basta volerlo. Certo, se uno ha moglie e figli a carico, la faccenda diventa un po’ più complicata, ma in caso contrario, consiglio a tutti di perseguire il proprio sogno, qualunque esso sia, e crederci fino alla fine. Proprio come abbiamo fatto noi.

Spesso, l’uscita di qualche bel disco o nuova band, spinge la stampa a parlare di rinascita del fenomeno rock’n’roll: credi che ci sia un fondo di verità in tutto ciò? Il rock’n’roll può davvero tornare di moda?


Non solo non credo che il rock’n’roll possa tornare di moda, ma credo che non lo sia nemmeno mai stato! Purtroppo nei giovani vedo solo molta voglia di seguire i trend e mentire a se stessi, soprattutto in ambito musicale. Prima o poi ci sarà una rivoluzione in questo campo e sono certo che il rock’n’roll avrà un ruolo molto importante in tutto ciò.


Che suggerimento daresti a un gruppo esordiente che vuole attirare l’attenzione delle case discografiche?

Questa è una domanda a cui non è facile rispondere. Per prima cosa devo dire che suonare in giro è molto importante, per qualunque band. Girare molto ti permette di vedere nuovi posti e nuovi gruppi, e per quanto uno sia incapace sopra ad un palco, c’è sempre qualcosa che ti può insegnare, nel bene e nel male. Quando sei in tour, impari a conoscere meglio i tuoi compagni e capisci cosa ti saresti perso se non fossi in giro con loro. In poche parole il mio consiglio è quello di cercare di fare più esperienze possibili, perché nella vita la teoria non è mai utile quanto la pratica.

 

Qual è il vostro obiettivo principale?

L’obiettivo principale dei Van Gunn è quello di continuare a girare il mondo e collezionare fan dappertutto: in questi anni siamo cresciuti come gruppo e come persone, maturando sotto a molti punti di vista. Abbiamo imparato ad incassare i colpi e a trarre degli insegnamenti anche dalle esperienze negative, sembra una sciocchezza ma alla fine è molto importante sapersela cavare in qualunque situazione.


Che cos’è esattamente il Van Gunn TV 2nd US Tour?

Eheheheh, non dico niente, lo potete trovare su You Tube semplicemente inserendo la parola Van Gunn. Cercatelo!

 

 Dopo questo tour Americano, verrete a farci visita in Europa?

Certamente, dovremmo passare per l’Europa a Maggio. Credo che suoneremo in diversi paesi e senza dubbio uno di quelli in cui ci piacerebbe fare tappa è l’Italia. Vedremo.

 

Quando darete un successore a questo disco?

Quando ritorneremo dal tour europeo, la scrittura e registrazione del nuovo disco saranno le nostre priorità. La speranza è di averlo pronto per la fine del 2007.


Di norma, chi si occupa di scrivere i testi?

Tutti. La regola è che chiunque abbia una buona idea musicale la debba proporre agli altri. I testi invece sono quasi sempre un mix di differenti idee dei vari componenti del gruppo. Di solito a ispirarci sono esperienze sessuali, party, alcool e tutte le cose belle della vita.

 

A proposito di cose belle, se dovessi scegliere una sola cosa fra sesso, droga e rock ‘n roll?

 Preferirei ammazzarmi che dover prendere una decisione di questo tipo! Tu che faresti?

 

Io non ho dubbi: sceglierei il sesso, caro Martin! Comunque, chi è il playboy della band?

Non so chi sia il migliore sotto alle lenzuola ma so per certo che High è il più maiale! Ah, meno male che ci sono le groupie, il rock’n’roll non sarebbe lo stesso senza di loro!

 

Qual ‘è la richiesta più ricorrente da parte delle vostre fan?

 Ultimamente riceviamo continue richieste di mutandine con il logo dei Van Gunn, quindi al momento ci stiamo lavorando. Ragazze, presto avrete le vostre mutandine marchiate!!!

 

Che opinione hai sul fenomeno del download e file sharing?

Come tutte le cose del mondo, ci sono degli aspetti positivi e degli aspetti negativi. La cosa bella è che con il download è facile farsi ascoltare e conoscere anche dall’altra parte del mondo.

 

Che cosa fai nella vita oltre a suonare? Hai un altro lavoro?

Quando non sono in tour, lavoro in uno studio di registrazione a North Hollywood. Sto cercando di imparare un mestiere, è una cosa molto importante e che possono fare tutti quelli che hanno una band. Però ci tengo a ribadire che, qualunque cosa accada, il gruppo viene sempre prima di tutto.


L’intervista è finita, Martin.


Bene, grazie per l’opportunità, ci vediamo in Italia al più presto!

 

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