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Strana terra la Finlandia: la mattina tira secchiate d’acqua gelida in faccia al sonnolento mondo del rock (leggi Hanoi Rocks) mentre la sera s’incupisce e si veste di nero, abbracciando quel filone dark-gotico-triste tanto in voga di questi tempi (leggi HIM, The Rasmus e The 69 Eyes). Ed è da queste fredde lande, musicalmente così prolifiche, che giunge a noi una delle band più promettenti degli ultimi dieci anni. Bisogna subito fare una premessa: chi si aspetta da Olli, Toni, Matti, Janne e Tipi, lo stereotipo del tipico musicista glam finlandese, tutto orpelli e cotonatura alla Michael Monroe, rimarrà deluso: niente immagine per i Valerian, ma tanta, tantissima sostanza. Guerrilla Fighting Method è un album tosto, arrabbiato, a suo modo rivoluzionario. In una sola parola: vero (e perdonatemi se mentre scrivo ciò salto sulla sedia, ma non è roba che capita tutti i giorni). Il sound è di quelli che catturano sin dal primo ascolto: è praticamente impossibile rimanere indifferenti alla potenza di brani come “Fugitive” e “Hard Done By”, complici le chitarre potenti di Toni Ritonen e Matti Toivonend e soprattutto l’ipnotica voce di Olli Koskela. I ragazzi attaccano tutto e tutti, dalla classe politica di “Mr. Despot” (a voi l’arduo compito di dare un volto al protagonista della canzone) all’ipocrisia di chi cerca di zittire le nuove generazioni in “Children Of The Menticide”. Si, avete capito bene: rock e protesta sociale! Accoppiata pericolosa e soprattutto già sentita troppe volte. Eppure questa è la dimostrazione che si può ancora fare senza diventare ripetitivi e noiosi: incredibile a dirsi, ma nel trattare temi così impegnati, i Valerian non perdono nulla in credibilità. Considerazioni politiche a parte, sono ancora da segnalare la meravigliosa “Reservoir”, struggente e nervoso lamento per chitarra e voce, e “My Only Love”, dolce ballata d’altri tempi con annesso brivido lungo la schiena. Peccato per la produzione: un migliore bilanciamento degli strumenti avrebbe sicuramente giovato al feeling complessivo dell’album. Un lavoro comunque da avere assolutamente, nella speranza di vederli presto dalle nostre parti.
Voto:
Daniele Marinelli
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