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In ogni campo, non solo dell'arte e della musica, esistono e sono esistite persone che hanno fortemente influenzato ed ispirato altre, dei veri e propri "guru". È il caso di Todd Rundgren, che nei suoi 40 anni di presenza nella musica ne ha esplorato ogni possibile forma espressiva, spesso mischiando e contaminando, arrivando ad inventare dei generi. Oltre ad una fitta carriera da solista, session man e produttore è noto per la sua band d'esordio Nazz (chitarrista compositore negli anni dell'adolescenza) e per il suo esperimento di gruppo totalmente autogestito denominato Utopia, che nell'arco di oltre 10 anni di carriera ha affrontato progressive, sperimentazione, hard rock, heavy metal, jazz rock, funky, disco, pop, brit pop, synth pop per finire con l'aor. Il canto del cigno della formazione fu una coppia di album, di aor appunto, del quale sono qua a presentare il penultimo e miglior fonte di ispirazione per futuri "grandi" di questo genere. Disco apparentemente anonimo nell'edizione originale (una copertina quasi completamente nera riporta i volti sbalzati e piuttosto irriconoscibili dei 4 "Utopici" musici) che denota la scarsezza di mezzi pecuniari che affliggeva la band nel periodo, racchiude in realtà diverse gemme di puro aor in stile '80, pulitissimo e ricco di armonie vocali eseguite alla perfezione, sulle quali svetta "Cry Baby" che il tizio di nome Bon Jovi ha più che preso come ispirazione della sua decisamente più nota (e più grezza) "Livin' On A Prayer". Ma andiamo con ordine: l’album si apre con "Itch In My Brain", una track piuttosto acida anche nei suoni e che nel riff richiama fin troppo la già citata futura canzone del Bongiovanni. Un buon inizio in quanto a grinta e contenuto e che contiene un cantato rauco ed un solo di synth di Powell immediatamente seguito da quello chitarristico del buon Rundgren, che rievocano il passato progressive del gruppo. Segue un tipico brano commerciale cantato dal bassista Kasim Sulton: "Love With A Thinke" che contiene gli ottimi arrangiamenti e soli di synth del vecchio specialista Rogel Powell. La terza track "Bring Me My Longbow" si apre con percussioni tribali, ritmo allegro e la voce di Todd su tappeti di synth sempre misurati e ben arrangiati (è caratteristica di Powell quella di essere sempre perfettamente in tema in ogni pezzo), la cosa davvero divertente è un assolo di chitarra filtrata che pare un bongos! Dall'atmosfera giunglesca ci spostiamo in quella più drammatica ma sempre "power" della ballad "If I Didn't Try" in cui Rundgren tira fuori la vena soul data dalle origini Philadelphiane. Gli succede "Too Much Water", brano tipicamente da commedia anni '80 che pare uscito da "Weekend Con Il Morto", divertente ma riempitivo. Si passa a "Maybe I Could Change", splendida semi-ballad aperta da una notevole intro di piano e che contiene del synth programming di pura classe che richiama alla mente una Michael Jacksoniana "Human Nature" ante-litteram. Segue la già citata super track "Cry Baby", della quale niente si può dire a parte che è la perfetta bandiera dell' aor degli '80, con tanto di gloriosa rivendicazione sull'egoismo dell'"amore" sotto forma di liricissime vocal armonies e solo "sfogato": meravigliosa, perfetta! Il tiro non cala con "Welcome To My Revolution", epica cavalcata in puro stile rundgreniano che la canta ai politici e al sistema, perchè ricordiamoci che questo apparentemente può sembrare un disco per adolescenti, un po’ chewing gum, ma come ogni cosa creata da Rundgren si rivolge sempre all'anima e alla mente adulta anche se sotto forma di gioco. Un altro pregevole brano aor a nome "Winston Smith Takes It On The Jaw" continua la carrellata di quello che avrebbero potuto essere gli Utopia se il crack dell'etichetta non li avesse smembrati in tutta fretta, cosa tristemente nota in campo musicale e che ha costretto dei veri grandi a scomparire nell'ombra (vedi Aviary, dei quali mi occuperò in futuro). Un'altra pregevole semi ballad chiude il disco con stile e synth gustosi come un filetto appena tolto dalla griglia: "I Will Wait" ci porta alla fine del viaggio facendoci sentire fortunati per aver riscoperto un'altra gemma di un passato mai dimenticato. L'album è stato ristampato in cd (con copertina diversa), accoppiato con il seguente e ultimo lavoro POV in un’edizione a doppio disco con brani aggiunti dalla Rhino chiamata Oblivion, Pov & Some Trivia, ed è attualmente fuori catalogo.
Voto:
Lorenzo Tanini
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