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Use Your Illusion, ovvero come distruggere in due abili mosse la più grande rock band del pianeta dai tempi dei primi Stones. Siamo nel 1991, ma della furia dell’epocale Appetite For Destruction, uscito solo quattro anni prima, si odono solo pochi sussulti in lontananza. Ormai i rapporti all’interno della band si sono incrinati, lo smisurato ego di Axl Rose ha preso il sopravvento, relegando le altre menti (Slash e Izzy Stradlin davanti a tutti) al ruolo poco consono di semplici comprimari. E francamente, si sente. Cambiano le gerarchie dunque, cambiano le sonorità, che si fanno più accessibili, e cambia il batterista. Steven Adler viene allontanato a causa dei suoi ormai ingestibili problemi con la droga e al suo posto viene reclutato l’ex Cult Matt Sorum: un passo avanti in quanto a tecnica ma due indietro in fatto di groove. Non mancano certo le bordate, “Perfect Crime” e “Garden Of Eden” ricordano molto da vicino i momenti migliori di Appetite, e neppure le classiche riflessioni squisitamente misogine, ormai marchio di fabbrica della band. “Back Off Bitch” e “You Ain’t The First” sono momenti di alta poesia, ma non è purtroppo per queste che verrà ricordato l’album. Questo è il disco di “Don’t Cry” e “November Rain” (e alzi la mano chi non ha limonato almeno una volta con siffatta colonna sonora), brani che lanciano Axl e soci alla vetta delle classifiche mondiali. Se “Don’t Cry” rappresenta la classica ballatona un po’ sopravvalutata da prima cotta, “November Rain” è a tutti gli effetti il punto più alto della scala evolutiva dei Guns. Lunghissima, elaborata ed eccessiva è la summa di tutte le manie di Mr. Rose, dove amore e morte, unione e abbandono (correre immediatamente a rivedere il video!) si fondono in una delirante cavalcata di quasi 9 minuti. Oggettivamente bellissima! A riportare i nostri su terreni più blues ci pensa il povero Izzy, che approfittando di un momento di distrazione di Axl si impadronisce di penna, microfono e chitarra e sforna “Dust N’ Bones” uno degli episodi più sinceri del disco. Notevoli anche “Bad Obsession” e “Double Talkin’ Jive”, entrambi ancora farina del sacco di Stradlin (e tre: sarà un caso?) e l’amara e originale riflessione sulle difficoltà del ragazzo di strada di “Dead Horse”. Tra le inutilità spiccano la mal riuscita cover dei Wings di Sir Paul McCartney “Live And Let Die”, che eppure ebbe un gran successo di vendite, e “Coma”, imbarazzante minestrone di suoni di spropositata lunghezza, probabilmente il brano che più si allontana da ciò che erano i Guns quattro anni prima. Che peccato!

 

 

 

 Voto: 

 

Daniele Marinelli

 

punto elenco

Track list

1. Right Next Door To Hell

2. Dust N’ Bones

3. Live And Let Die

4. Don’t Cry (Original)

5. Perfect Crime

6. You Ain’t The First

7. Bad Obsession

8. Back Off Bitch

9. Double Talkin’ Jive

10. November Rain

11. The Garden

12. Garden Of Eden

13. Don’t Damn Me

14. Bad Apples

15. Dead Horse

16. Coma

 

punto elenco Website url

 

web.gunsnroses.com

www.myspace.com/gunsnroses

 

 

  

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