URIAH HEEP
- Wake The Sleeper-
2008
(Universal
Music)
Tornano anche i redivivi Uriah Heep, autori, da ormai quarant’anni (il gruppo è
nato nel 1969) di un numero impressionante di hard rock album a tinte pomp e
progressive, alcuni dei quali imprescindibili per chiunque ami questo genere.
Della prima formazione è rimasto solo il chitarrista (e leader) Mick Box,
coadiuvato già da diversi anni da grandi musicisti quali Trevor Bolder al basso,
Phil Lanzon alle tastiere, l’ottimo vocalist Bernie Shaw (talmente bravo da non
fa rimpiangere il leggendario David Byron!) e dalla new entry Russel Gilbrook,
giunto per sostituire il dimissionario Lee Kerslake, batterista veterano della
band, uscito a causa di insanabili problemi di salute. Detto questo, l’album, il
ventunesimo, è ancora una volta di prima classe. Chi ama gli Uriah Heep gioirà
nel sentire di nuovo il gruppo suonare ai massimi livelli, solo come i grandi
sanno fare. Se la title track è soltanto un’intro dal flavour quasi power metal,
con “Overload” si entra nel vivo del disco: il pezzo è un hard rock roccioso
sostenuto dalle epiche linee vocali di Shaw e dall’organo retrò di Lanzon.
“Tears Of The World” ci riporta indietro di trent’anni, grazie allo stupefacente
mix tra cori e tastiere dello splendido refrain, e pure la successiva “Light Of
A Thousand Stars”, pur dotata di un ritmo meno incalzante, è ancora da lode. I
brividi continuano con la superba power ballad “Heaven’ s Lies” dove Shaw e Box
sembrano impegnati in una gara di feeling da cui ne escono entrambi vincitori, e
il livello dell’album non accenna a scendere nemmeno con la più classica “Book
Of Lies”. I chiaro-scuri di “What Kind Of God” sono di una bellezza disarmante,
così come l’atmosfera à la Blue Öyster
Cult che si respira durante l’ascolto di “Angels Walk With You” e i forti
richiami, così piacevolmente seventies, dei chorus di “Shadow” e “War Child”.
Insomma l’avrete capito anche da soli: ennesima prova pienamente riuscita per la
band di “Michele Scatola”, e speriamo di non dover attendere altri dieci
anni per poterci gustare un nuovo entusiasmante capitolo targato Uriah Heep.