TWO OF A KIND , Anita Craenmehr
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Intervista a cura di Fabio Magliano
Dietro al progetto Two Of A Kind si celano i fratelli Fred e Ron Hendrix nonché
il chitarrista Gesuino Derosas, già apprezzati con i Terra Nova, ma soprattutto
due talentuose cantanti olandesi, Esther Brouns e Anita Craenmehr, chiamate per
la prima volta a confrontarsi professionalmente con il mondo della musica e
capaci di dare all’omonimo debut album dei TOAK, uscito per la nostra Frontiers,
un’impronta di indubbio fascino. Quello che la band propone è infatti un sound
fortemente debitore all’AOR Ottantiano, quindi grandi melodie di stampo
tastieristico, chitarre tipicamente rock e due splendide voci che non possono
non rimandare l’ascoltatore alle due sorelle Wilson ed alle loro Heart. Un
gruppo certamente interessante, sicuramente degno di una certa attenzione,
presentato nell’intervista che segue dalla cantante Anita Craenmehr.
Come è
nata la band?
Il filo
conduttore di tutto è stato Fred, infatti è stato lui a tenere i contatti con
gli altri musicisti. Conoscevo Fred e Ron da molti anni, mentre Gesuino penso di
averlo visto suonare dal vivo la prima volta circa 15 anni fa. Negli anni
seguenti avevo seguito la sua carriera con svariate altre band senza però
collaborarci mai. Almeno sino al giorno in cui mi è stato proposto di prendere
parte al progetto Two Of A Kind. Esther e Hans invece non li conoscevo prima,
l’incontro è avvenuto grazie a questa band.
Come descriveresti la musica dei Two Of A Kind a chi non vi
conosce ancora?
Le
canzoni hanno una forte impronta rock con uno spiccato gusto melodico. Ho letto
diverse recensioni nelle quali si diceva che suoniamo come le Heart o i Boston,
però sono convinta che ognuno si farà una sua precisa opinione riguardo il
nostro sound solo dopo aver ascoltato attentamente il disco.
Il disco d’esordio sta riscuotendo ovunque buone recensioni. Te
la senti di stilare un primo bilancio?
È
ancora un po’ troppo presto per farlo, però posso dire che ci riteniamo
soddisfatti, ma soprattutto siamo tutti molto contenti delle recensioni ricevute
e delle critiche positive piovute su di noi dopo la pubblicazione del disco.
Onestamente, non ci aspettavamo tutto questo clamore.
C’è una canzone in questo album che ami particolarmente?
“In
Your Arms” e “Heaven Can Wait”. Sono
due brani ai quali sono molto legata e che significano molto per me. Comunque è
difficile scegliere perché adoro tutto il disco!.
L’essere una band “al femminile” in una scena dalla forte
impronta maschile, pensi vi abbia creato qualche problema?
No, non
penso proprio. Forse perché l’impronta femminile della band è ben bilanciata da
4 musicisti maschi, non mi sono mai sentita un “corpo estraneo” all’interno
della scena rock.
Ultimamente si sta assistendo all’esplosione di band con cantanti
donne, in grado di riscuotere grandi successi un po’ ovunque. Ma… la scena rock
è davvero ancora dominata dagli uomini, o qualcosa sta cambiando?
Quando
avevo 15 anni 4 dei Foreigner mi ha fatto conoscere il mondo del rock. Dal primo
istante in cui l’ho ascoltato sono uscita di testa, era un disco fantastico!
Negli anni a venire, però, ho cercato di andare a scoprire quelle band con
cantanti donne e, facendo questo, mi sono avvicinata a singer come Lita Ford,
Doro Pesch, le Vixen. Oggi, hai ragione, ci sono molti gruppi con cantanti donne
davvero dotate e di gran classe, però alle loro spalle ci sono sempre band
composte da grandi musicisti maschi, proprio come nel caso dei Two Of A Kind:quindi
nonostante alcune considerazioni “di facciata”, la scena continua a mantenere
una fortissima impronta maschile.
Sono sempre più le giovani band che si stanno appoggiando a
internet per promuoversi. Come vedi questo strumento nell’ottica del tuo gruppo?
È
estremamente importante. Quasi tutti oggi hanno il loro accesso ad internet,
quindi è una vetrina fondamentale per noi, perchè ci permette di conoscerci e
far conoscere la nostra musica in tutto il mondo e in tempi molto brevi.
Essendo una donna penso sia stata soggetta negli anni a proposte
e regali abbastanza bizzarri da parte dei tuoi fan. Ma quello che si è
aggiudicato l’Oscar dell’originalità è stato…
…quello
che mi ha consegnato un pennarello indelebile e mi ha chiesto di fargli un
autografo sul suo culo. Mi ha detto che voleva farci su un tatuaggio… ma in cuor
mio spero ci abbia ripensato!
Che cosa fai quando non sei impegnata con i Two Of A Kind?
Ovviamente la band è solo un hobby per me. Il mio vero lavoro è in un ufficio,
mi occupo di design. Nel tempo libero cerco di stare molto in famiglia, guardo
film e ascolto tanta buona musica.
Se potessi mettere insieme la band dei tuoi sogni, che musicisti
sceglieresti?
Sai che
non ci ho mai pensato seriamente? Così su due piedi direi Pat Badger degli
Extreme al basso, Neil Peart dei Rush alla batteria, Beth Hart al piano e Dann
Huff dei Giant alla chitarra. E ovviamente io alla voce!
Per concludere?
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e comprate il nostro disco. Sono sicura che vi piacerà!