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Faccio una piccola premessa: credo di essere uno dei pochi a cui Party Animals, il precedente lavoro di questi norvegesi, piacque e piace ancora molto, nonostante la presenza di un paio di tracce veramente brutte. Essendo l’album più "Cooperiano" della loro carriera, io innamorato della zia Alice da sempre, potevo solo apprezzare il lavoro di cesello e le atmosfere di questo disco, spesso maltrattato dalla stampa specializzata e dai fan della prima ora. Questo cappello introduttivo per sottolineare che non sono particolarmente prevenuto verso il nuovo corso dei Turbonegro, quelli post reunion per intenderci. Passiamo a Retox. Pezzi più Turbonegro e meno seventies oriented rispetto al precedente. Un disco che, nonostante quanto appena detto, nasconde tra i suoi solchi citazioni, per così dire, “classiche”. Bam Margera produttore non aiuta i vecchi fans a riavvicinarsi a questo gruppo. La produzione un po' troppo metallozza e leccatina di sicuro non entusiasmerà chi ha idolatrato i primi Turbonegro. I testi sembrano epurati per il grande pubblico; manca buona parte di quel disgustoso immaginario demente e politically uncorrect tout court che fa dei Turbonegro una delle band più geniali di sempre. Mancano quei suoni fastidiosi che torturano le nostre orecchie masochiste e che tanto hanno contribuito a creare un sound che li aveva contraddistinti in passato.

In “We Gonna Drop The Atom Bomb” i Dead Kennedys di “Holyday In Cambodia” limonano con gli Sham69 di “Hurry Up Harry”, “Welcome To The Garbage Dump” è al gusto Dead Boys, “Hell Toupè” incrocia gli Eagles Of Death Metal con gli Ac/Dc di “Night Prowler”, “I Wanna Come” si apre con l’arpeggio iniziale di “Danny Says” dei Ramones, ma sembra un frontale tra l’Alice Cooper di “Welcome To My Nightmare” e gli Stones di “Give Me Shelter”, “Everybody Loves A Chubby Dude”… Chi ha detto Black Sabbath?! Ancora “You Must Bleed (All Night Long)” è un frullato di “Ain’t Nothing To Do” dei Dead Boys e “Burn In Hell” dei Twisted Sister, bello il singolo “Do You Do You Dig Destruction?” carino anche il video…

In conclusione, certamente non siamo davanti ai calci nelle palle a ripetizione come "Culo Cobra" o "Tizi Dell'Apocalisse", Retox va giù come una bella birra gelata in questa canicola estiva di merda. I pezzi sono carini, si fanno ascoltare ed in ogni caso, ora e sempre, i Turbonegro rimangono meglio del 75% della roba che si sente in giro, provare per credere.

 

 Voto: 

Lester D. Greenowsky


 

Uno scivolone sopra la pozza della mediocrità? Un brillante ritorno alle origini? Una dose di vero scan rock? O un minestrone di già sentito, arricchito da ben pochi spunti davvero interessanti?

Retox è un po’ tutto questo. Retox è il riaffermarsi dei Turbonegro, come se dicessero: “abbiam tratto delle conclusioni, avete ragione, stavamo contaminando eccessivamente il nostro sound con gli strumenti e le possibilità del digitale, delle super-produzioni e…dei soldi”. Retox è anche un passo avventato, forse. Una buona metà del disco scivola via come whisky giù per la gola, bravi. Ma c’è l’altro lato della medaglia, ovvero alcune tracce (tra cui il primo singolo estratto “Do You Do You Dig Destruction”) che sanno davvero di minestra riscaldata. Certo, restano comunque delle belle canzoni, ma proprio perché vi ritroviamo dei clichè ormai consolidati, familiari all’orecchio di tutti i rocker ben rodati… e allora certo, anche quelle canzoni suonano bene. Però non si venga a dire che nessuno si aspettasse qualcosa in più dai norvegesi.

I Turbonegro depurati dal trucco, i Turbonegro depurati dalla loro eccentricità, i Turbonegro spogliati delle giacchette jeans, i Turbonegro privi del cappello da marinaretto, insomma i Turbonegro in studio di registrazione, chi sono? Sono Euroboy. Dunque i dischi migliori e le canzoni più emozionanti mai registrate dal gruppo scandinavo erano tali non in quanto tali (mi riferisco al concetto di canzone “bella” in quanto composta da un certo testo su determinati giri di accordi e riff, cioè una canzone che funzioni a prescindere dall’arrangiamento, una canzone che funzioni anche se suonata con la chitarra acustica), ma in quanto innalzate ad un livello superiore dagli interventi ineccepibili e sempre precisi e ad hoc, mai fuori luogo o eccessivi né pacchiani, del diafano chitarrista. In Retox, laddove questi interventi compaiono, si nota la continuità con la linea che ha portato la band ai picchi più elevati della loro carriera. Laddove invece Euroboy se ne sta in disparte a fumarsi una sigaretta, la qualità e l’originalità scadono, l’energia e le emozioni vengono sopraffatte dal piattume e da un Hank solo occasionalmente in forma.

Dare a Cesare quel che è di Cesare: “We’re Gonna Drop The Atom Bomb”, “Hell Tupeé”, “No, I’m Alpha Male”, “Boys From Nowhere” e l’eccezionale “What Is Rock!?” sono canzoni brillanti, hanno qualcosa da dire, i ragazzi si sono districati eccellentemente nel labirinto della creatività inventando liane di accordi elettrici che, messi insieme, funzionano davvero.

Ma: “Do You Dig Destruction”, “I Wanna Come”, “Welcome To The Garbage Dump”, “Hot And Filthy” non convincono appieno. Non convincono certe scelte semplicistiche nel song-writing, e certi testi. Retox ha appassionato molti. Retox non ha convinto molti altri. Forse, come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Voto: 4/6, perché rimane un buon lavoro, rimangono certi ritornelli in testa, rimane un album superiore alla media della maggior parte delle uscite d’oggigiorno.

Alcune note sull’uscita del cd: mentre in Norvegia Retox sarà fuori sotto l’egida della Sonet/Universal e nel resto della Scandinavia sotto Playground, la versione internazionale del disco porta il patrocinio di una fantomatica Scandinavian Leather Records, il che suona molto D.I.Y. La distribuzione è stata affidata alla Edel tramite un accordo diretto con il gruppo. Spiega Rune Rebellion: “la questione riguarda l’avere il controllo totale sulla tua musica. Siamo in una posizione che ci permette di ricoprire tutte le spese di registrazione di tasca nostra, e questo ci rende liberi di scegliere quale soluzione possa essere migliore per la band”. Prodotti indipendenti promossi ed inseriti nel mercato via canali major?

 

 Voto: 

Luca Pirani

 

 

punto elenco

Track list

1. We're Gonna Drop The Atomic Bomb
2. Welcome To The Garbage Dump
3. Hell Toupée
4. No, I'm Alpha Male
5. Do You Do You Dig Destruction?
6. I Wanna Come
7. You Must Bleed (All Night Long)
8. Everybody Loves A Chubby Dude
9.
What Is Rock?

11. Back To Life
punto elenco Website url

 

www.turbonegro.com

 

www.myspace.com/turbonegro

 

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