TRUE METAL FEST OF N.W.O.B.H.M: TYGERS OF PAN TANG - CRYING STEEL - SKANNERS - KINGCROW - TARCHON FIST - STEEL CROWN
13.04.2008 - Sottotetto, Bologna
Report e foto di Luca Driol
Giornata di buon vecchio e sano metallo al Sottotetto, in compagnia di alcune glorie del metal nostrano e un ospite d'eccezione: gli storici Tygers Of Pan Tang, band che,
assieme a gruppi quali Samson, Angel Witch, Iron Maiden, Def Leppard e Saxon, alla fine degli anni '70 diede inizio al movimento denominato New Wave Of British Heavy Metal.
Ad aprire la kermesse è toccato ai redivivi Steel Crown, tra le primissime band italiane a proporre heavy metal, ma il sottoscritto è arrivato presso il locale a concerto appena
terminato, giusto in tempo per seguire l'esibizione dei Tarchon Fist. La nuova creatura di Luciano Tattini (già fondatore e leader dei Rain), forte del debutto
omonimo per la sempre più attiva My Graveyard Production, in sede live è artefice di uno show all'insegna del metal più classico, ignorante (nella migliore accezione
del termine!) ed incontaminato. Giocando in casa, il quintetto può contare su un discreto numero di aficionados (tra cui il sottoscritto!) che dimostrano di conoscere
già bene le varie "Eyes Of Wolf", "Bad Man Mania" e "Metal Detector", veri e propri inni al metallo cromato. L'ottima "It's My World" ci congeda dal gruppo bolognese,
lasciandoci la sensazione di aver appena assaporato uno squisito antipasto in attesa di piatti ancora più succulenti. Seguono i Kingcrow, forse la band più atipica della
kermesse, portabandiera di un complesso prog metal ben suonato e con il bravo singer Mauro Gelsomini a tessere ottime linee vocali. Cerebrali fraseggi di chitarra
si incastrano a perfezione con le note prodotte dalle keys, forgiando un sound debitore di gruppi come Sieges Even, Fates Warning e Watch Tower: per il sottoscritto,
che non li conosceva, sono stati una piacevolissima sorpresa. Vi consiglio di arrivare per tempo alla prima giornata del Gods Of Metal (il 27 giugno con gli Iron Maiden,
per intenderci!), perchè toccherà proprio ai Kingcrow aprire il festival!
Avevo già visto gli Skanners una dozzina di anni fa in Alto Adige e li avevo trovati fenomenali, ma questa sera hanno dato veramente tutto, in particolare il fantasmagorico
vocalist Claudio Pisoni: cantante dotatissimo (senza dubbio uno dei migliori in Italia!), vero animale da palco, contraddistinto pure da una simpatia e da un' umiltà fuori
dal comune. I pezzi tratti dalla loro ultima fatica discografica (Serial Healer) non sfigurano affatto se paragonati a quelli di oltre venti anni fa di album leggendari
come Picture Of War e Dirty Armada: potenti brani di metal ottantiano, debitore di Judas Priest e Riot, impreziositi dai chirurgici assoli del chitarrista Fabio Tenca e dai
vocalizzi di Pisoni. I migliori della giornata, punto.
Altro cambio di palco e altra gloria a calcare le assi del Sottotetto: i Crying Steel! È già la terza volta che li vedo quest'anno, ma il gruppo riesce sempre a firmare show
di alto livello, grazie agli ottimi assoli di Franco Nepoti e alla terremotante sezione ritmica del tandem Franchini/Ferri. Oltre ai pezzi tratti dall'ultimo lavoro uscito lo scorso
anno, la band ripropone anche quattro classici degli anni '80, tra cui, a grande richiesta, "No One's Crying", opener del mitico On The Prowl, nonché l'ormai abituale
"You've Got Another Thing Comin'" dei 'Priest.
Il pubblico (piuttosto numeroso, una volta tanto!) si assiepa sotto il palco in attesa dei Tygers Of Pan Tang, per la prima volta nella nostra penisola. Il gruppo capitanato
dal chitarrista Robb Weir, unico superstite della formazione originale, fa la sua entrata, raggiunto quasi subito dal nuovo singer, il fiorentino Jacopo Meille, già voce di band come Mantra, Gandharva e Clownkiller, nonché ottima "penna rock". I brani proposti sono tratti soprattutto dai primi album e dal recente ep Back And Beyond: ovviamente sono proprio i pezzi più attempati a scatenare l'audience. Jacopo è un vocalist di razza, che dal vivo sfodera una classe invidiabile e reinterpreta al meglio classici delle "Tigri"come "Hellbound", "Suzie Smiled" e "Gangland". Divertenti i siparietti col pubblico, al quale spiega che il resto del gruppo, non conoscendo l'idioma italico, comincia a suonare il brano solo quando sente il vocalist pronunciarne il titolo. La band comunque suona alla grande e, oltre alle già citate innate capacità vocali del "nostro" Meille, un plauso va fatto anche ai due chitarristi; inoltre, sul finale dello show, il veterano Weir si esibisce in un piccolo saggio di talk box applicato alla chitarra, che fa sempre molto anni '80!
A questo punto ci aspettiamo che B.R.C., dopo Winger, House Of Lords, White Lion, Bonfire e Tygers Of Pan Tang inviti altre glorie degli anni che furono, che però,
sul palco, dimostrano ancora una classe superiore!