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Nel 2000 Britt, ex bassista degli ormai disciolti glamster Blackboard Jungle, conosce Mike (chitarra) a un concerto dei Brian Jonestown Massacre a San Francisco e, assieme a lui, decide di mettere in piedi questa band. Riscopertosi anche cantante, assume Joel alla sei corde e Paul alla batteria, prende un po’ delle sue influenze principali (KISS, The Doors, Thin Lizzy, The Black Crowes), le spruzza ben bene di Social Distortion e Buckcherry, e il gioco è fatto. Nascono così i The Substitues, quartetto dedito a un rock and roll sporco e marcio fino al midollo, di quelli che fanno venire voglia di whisky e di sigarette, di quelli perfetti da ascoltare in un club fumoso pieno di gente sballata e ragazze non proprio per bene. Ok, nei locali italiani non si può più fumare da un pezzo, ma almeno la fantasia è qualcosa a cui nessun Ministro può permettersi di porre veti. Ecco quindi che Britt e soci salgono sul palco, attaccano i jack, imbracciano i loro strumenti e propongono un hard rock polveroso e pregno di riferimenti ai seventies. "Taken A Lifetime" e "First Thing I Want" sbattono in faccia all’ascoltatore tutta la loro carica rock e, proseguendo con la track list, è facile lasciarsi andare all’immaginazione e vederseli lì, sempre su quel palco, intenti a sciorinare uno dopo l’altro tutti i loro brani. Fra un sorso di Jack Daniel’s e uno sputo sul pavimento…
Voto:
Stefano Gottardi
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