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Nascono nel 2000 come all-female cover band e pubblicano un paio di ep ed un album di sole cover nel 2004. Tre anni dopo cambiano alcuni membri (il gruppo apre le porta a due musicisti maschi, sebbene la quasi totalità delle song presenti siano attribuite alla vecchia formazione) ma non la ricetta musicale: More Is More non contiene pezzi originali e si compone di 14 brani portati al successo da icone glam rock del passato. Il quintetto di Detroit, Michigan, sembra apprezzare in particolar modo i maestri The Sweet, omaggiati da ben tre canzoni: “Hellraiser”, “Wig Wam Bam” e “Fox On The Run”. La voce sleazy e selvaggia della brava Muffy ben si adatta a tutte e tre le hit del combo britannico che i The Sirens sono riusciti a personalizzare a dovere. Buona anche la versione di “Rock And Roll Preacher (Hallelujah I’m On Fire)” degli Slade, splendida “preghiera” rock dal testo decisamente malizioso, originariamente contenuta su Till Deaf Do Us Part del 1981. Fra le altre cover si segnalano “Right Now Not Later” (Shangri-Las), “Saturday Night” (Bay City Rollers), “Rock’n’Roll Suicide” (David Bowie & The Spiders From Mars), “1-2-3-4- Rock And Roll” (Girlschool). Dopo molti pezzi risalenti agli anni ’70, sottoforma di ghost track ne sbuca uno un po’ meno datato: “Talk Dirty To Me”, direttamente dal debut album dei Poison, Look What The Cat Dragged In del 1986. Ottimamente prodotto dalla band stessa e, in alcuni episodi, dal bassista dei Flaming Lips, Michael Ivins, questo disco è consigliabile a tutti gli amanti del glam rock vecchio stampo che magari aspettano da tempo di riascoltare qualche classico rimesso a nuovo. Senza dubbio da vedere dal vivo…
Voto:
Stefano Gottardi
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