THE POODLES
-
Sweet Trade
- 2007
(AFM Records/Andromeda)
Quello dei The Poodles è un nome che nell’ultimo anno è circolato abbastanza di
frequente sulle bocche degli appassionati delle sonorità hard rock 80iane:
merito di un debut album, Metal Will Stand Tall, davvero convincente. A circa un
anno e mezzo dall’uscita in Svezia e Finlandia (la distribuzione italiana è
arrivata a inizio 2007), il quartetto scandinavo ci riprova con Sweet Trade. Il
disco segue le coordinate del predecessore, seppur con un approccio leggermente
più heavy e moderno, e meno in-your-face: la sensazione, da subito, è quella che
la nuova fatica sia stata assemblata e immessa sul mercato in tutta fretta,
della serie “battiamo il ferro finché è caldo”. A livello di produzione non v’è
nulla da eccepire: suoni potenti, diretti e cristallini mettono in risalto un
songwriting probabilmente studiato ad hoc per attirare l’attenzione di quei
pochi amanti del genere che non fossero ancora molto familiari con la band, e la
partecipazione di guest del calibro di
Mats Leven, Matti Alfonzetti e Goran Edman,
non fa altro che avvalorare questa tesi. Il
sound dei Pooldes appare oggi meno spontaneo ma sicuramente più adatto a
conquistare nuovi adepti e ad aprire nuove porte; il singolo di lancio “Seven
Seas”, infatti, è nelle classifiche svedesi da Maggio! L’hard rock/melodic metal
tipicamente scandinavo (e di chiaro stampo 80’s) funziona e Jakob Samuel & soci
mettono sul piatto della bilancia una serie di canzoni dall’immenso potenziale
“commerciale” (“Walk The Line”, “Thunderball”, “Reach The Sky”, “Band Of Brother”,
“Heaven's Closing In”, “Kiss Goodbye”,
“Shine”), ma anche qualche innegabile filler. E proprio questo, ripensando alla
squisita bontà delle composizioni presenti sul debutto, lascia qualche
perplessità riguardo le motivazioni che hanno spinto il gruppo a tornare in
studio di registrazione così in fretta. Se l’obiettivo era quello di cavalcare
l’onda del successo di Metal Will Stand Tall, allora si può affermare con una
certa sicurezza che anche Sweet Trade potrà dare parecchie soddisfazioni alla
band. Il rovescio della medaglia però è la netta sensazione che i The Poodles,
se avessero potuto/voluto/avuto il tempo di fare le cose con più calma,
sarebbero stati in grado di sfornare un piccolo capolavoro; questo disco, pur
potendo vantare una qualità medio-alta a livello compositivo, non lo è.