Uno dei
meriti maggiori che bisogna riconoscere alla voce storica dei Danger Danger è la
coerenza mantenuta durante tutta la propria carriera. All’indomani della rottura
con la band che lo aveva reso famoso, Ted ha continuato imperterrito a cantare
aor fregandosene altamente di mode e tendenze varie, passando - magari un po’
ammaccato - attraverso progetti più o meno riusciti come i Bone Machine prima, e
gli ottimi Melodica poi. Oggi, con il suo album solista, Poley rimette le cose a
posto riproponendosi in forma smagliante e riportandoci ai fasti del debutto
targato Danger Danger. Smile è uno di quei cd che una volta messo nel lettore lo
ascolti tutto d’un fiato dalla prima all’ultima nota, ed arrivato alla fine hai
già voglia di ricominciare da capo: impossibile trovare punti deboli a questo
lavoro. “Waiting Line” apre il disco alla grande, facendoci subito capire quali
siano le intenzioni di Ted. La melodia sgorga a fiumi in “Going Blind”, seguita
dalla frizzante “Smile”, un mix perfetto tra Def Leppard e Danger Danger, con
una spolverata di modern rock tanto per ricordarci che siamo nel 2007.
Difficilissimo non farsi prendere dalla trainante “What If She Knew”, una vera e
propria gemma di aor a metà strada tra The Storm e Steelhouse Lane. Arriva il
momento di una pausa e Poley ci offre un’altra dimostrazione di classe
cristallina con la splendida ballata “More Than Goodbye”, ripetendosi poco dopo
con “If Can’t Change Your Heart”. Come succede col vino anche la voce di Ted
sembra migliorare con il passare del tempo e prova ne sono il party rock a
stelle e strisce di “Luv On Me” e “Why Can’t We Pretend Than It’s Over ?” che
ripartono da dove “Rock America” dell’album omonimo dei Danger Danger ci aveva
lasciati. “Life Keeps Spinning Me Round” non risulta molto coinvolgente, mentre
“Where It Ends” ricorda tantissimo “Missing You” dei Bone Machine. Supportato da
una band estremamente valida con JK Northrup alle chitarre, Don Zoid alle
percussioni ed Eric Ragno alle tastiere, questo cd è si rivela essere un
concentrato di aor di altissima qualità, cantato, suonato e prodotto nel
migliore dei modi. Un disco che sicuramente si pone in vetta alle uscite di
questo 1987… oops scusate, 2007!