Due settimane di tour, dal 25 Aprile all’11
Maggio 2008, in giro per gli Stati Uniti assieme ai Tattooed Millionaires:
questa la grande occasione capitata agli italianissimi Sybilla, senza dubbio uno
dei migliori rock’n’roll act della nostra Penisola. A raccontare tutto di questa
magnifica esperienza, in esclusiva per Roxx Zone, è il chitarrista *Jan*. Ecco a
voi il tour diary dei Sybilla!
Settimane di notti insonni passate a rovinarsi la vista davanti al pc, capitali
spesi in telefonate oltreoceano, pianificazione selvaggia e puntigliosissima,
disbrigo di centinaia di questioni logistiche ed amministrative… Ad aprile la
conferma: SYBILLA U.S. Southwest Spring Tour ’08 insieme ai viziosi Rock’n’Roller
hollywoodiani Tattooed Millionaires.
Dopo
un paio di giorni a Los Angeles da perfetti turisti per caso, senza neanche
renderci conto ci troviamo catapultati su “Susannah”, il Tour Bus color
acquamarina del 1973 appartenuto ai gloriosi Lynyrd Skynyrd, con l’arredamento
rimasto pressoché intatto e 10 cuccette a nostra disposizione.
Giusto il tempo di cambiarci, ed eccoci approdare al leggendario Whisky A Go Go
per la data zero dell’ “Armed’n’Hammered” Tour.
Calcare lo stesso palco di Hendrix, Cream, Led Zeppelin, The Doors e Van Halen
(prima che dei Mötley Crüe…) fa sì un certo effetto, ma abbiamo voluto
affrontare la cosa con la totale consapevolezza che i tempi sono cambiati e gli
anni sono inevitabilmente passati.
In
ogni caso, porteremo sempre nel cuore la serata del 25 aprile al Whisky
(immortalata anche su DVD), considerandola un buon punto di partenza per cinque
giovani marchigiani (ops! quattro marchigiani ed un abruzzese!) squattrinati,
affamati e speranzosi!
Il
mattino seguente, un barbone sul Sunset Boulevard pensa bene di lanciarci una
maledizione voodoo (con gestualità rituale annessa!), asserendo che non ce
l’avremo mai fatta a raggiungere Las Vegas e a proseguire il Tour… Incuranti del
Mago Otelma d’oltreoceano, prendiamo posto sui sedili in pelle del bus e ci
avviamo verso il Nevada, tra distese desertiche infinite, aquile, pendenze irte
e salite ripidissime.
Trascorsa mezza giornata in viaggio, giungiamo finalmente a Las Vegas: la città
del vizio, della perdizione, delle luci e del kitsch!
Miriadi di hotel sparsi ovunque compongono la peccaminosa città che non dorme
mai.
Dopo
il concerto al Rockstar Club assaporiamo un po’di quello che comunemente viene
definito “Il Sogno Americano” e su cui più o meno tutti hanno almeno una volta
nella vita fantasticato…
Due
limousine ci conducono al Planet Hollywood di Las Vegas, dove ci è stata
allestita una festa di inizio Tour, direttamente nel Privè del Casinò.
Mentre noi italioti, chi più chi meno, gozzovigliamo e sguazziamo nei bagordi
avviene un incidente che avrebbe minato inesorabilmente lo svolgimento del Tour:
complice qualche “eccesso” di troppo, Johnny e Justin (rispettivamente cantante
e batterista dei Tattooed Millionaires) inziano a litigare furiosamente, fino al
momento in cui la situazione esce dal controllo e, nella colluttazione, Johnny
spezza letteralmente un dito (il pollice sinistro) al suo collega Justin!
Il
viaggio verso il Tour Bus in Cadillac e un paio di puntate (perse) al Casinò non
aiutano ad alleviare la tensione che nel frattempo si è creata, raggelando gli
animi di tutti.
Fino
al mattino successivo è tutto un susseguirsi di dubbi e supposizioni, fino a
quando si giunge alla conclusione che Justin avrà bisogno di un chirurgo e che
Widius, il nostro drummer, lo sostituirà eroicamente per almeno la prima metà
del Tour.
“The Show Must Go On”… Tappa successiva:
Albuquerque, New Mexico.
I
panorami sconfinati, le praterie, i cactus ed i canyon guariscono sbronze,
litigi passeggeri e mal di cuore vari.
Giunti ad Albuquerque ci accorgiamo di uno dei “gap” tra U.S.A. ed Italia. Una
famiglia composta da nonni 50enni, figlia 30enne con annesso marito e due
bimbette pestifere al seguito, apre le porte di casa a 10 rocker affamati,
stanchi dal lungo viaggio e fortemente bisognosi di una doccia! Piccolo
particolare: quest’allegra famigliola ci conosceva soltanto tramite “Sua Maestà”
MySpace (da nemmeno un mese, va detto).
Dopo
le presentazioni di rito e dopo aver saccheggiato il frigorifero, allagato il
bagno e usurpato la connessione internet, eravamo finalmente pronti per il
concerto previsto… Ma la cosa più singolare non è stata l’esibizione serale nel
solito club, ma quella del mattino seguente nella palestra di una scuola media,
dove 500 ragazzini urlanti hanno assistito divertiti alla nostra performance e
al nostro accento italico che tanto li ha fatti sorridere.
Ci hanno ringraziati facendoci recapitare successivamente un quaderno pieno di
pensierini simpatici e di apprezzamento… Beata gioventù!
Tempo di ricaricare il furgone e ci dirigiamo verso il TEXAS per la data insieme
ai Naked Beggars, il progetto parallelo di Eric Brittingham, (bassista e
co-fondatore dei CINDERELLA), nel club dove hanno esordito nientemeno che i
Pantera. Eric si dimostra un vero signore… Il classico tranquillone
disponibilissimo e che sorride sempre. Highlight della serata: la sua
mogliettina che invita due “ebbri” Jan e Widius sul palco a jammare “You Can’t
Always Get What You Want” degli immortali Stones, Rob che si ubriaca
amorevolmente con Eric, il quale nel frattempo viene sfidato (e battuto!) da
Widius a braccio di ferro!
Man
mano che il tour prosegue ci rendiamo sempre più conto del famoso “gap” rispetto
all’Italia per quanto riguarda la situazione musicale. Dopo ogni concerto, dei
perfetti sconosciuti ci offrono da bere per il solo motivo che magari hanno
gradito la nostra performance (ricordiamo che qui in Italia siamo fortunati se
il locale offre UNA bevuta a ciascun membro del gruppo, ad andar bene…) e per
quanto riguarda la vendita di merchandising…Niente a che vedere con la spocchia
e la puzza sotto il naso che caratterizzano il pubblico italiano medio, il quale
come ben sappiamo se ne va schifato dal banchetto del merchandising dopo aver
appreso che un cd full length con tutti i crismi del caso costa la spropositata
somma di 8 EURO!
Gli
americani sembrano cogliere meglio di noi italiani il concetto che la vendita di
magliette, spille, cd e quant’altro costituisce praticamente l’ UNICO modo per
raggranellare qualche spicciolo “ON THE ROAD” (magari per fare tutti colazione
il giorno successivo) per una band come la nostra…
Evitate pistolettate varie in posti poco raccomandabili, ragni e altre bestie
velenosissime, mirabili avventure di distruzione fisica e decadenza morale, Tour
Bus che si fermano nel bel mezzo di un’autostrada a quattro corsie a Houston,
attraversati California, Nevada, New Mexico, Arizona, Oklahoma e Texas è
finalmente giunto il tempo di fare ritorno al quartier generale a Los Angeles
per l’ultima data al Cat Club, dove abbiamo aperto per la All-Star Band di Dizzy
Reed.
Party di arrivederci in un appartamento di amici a due passi dalla famigerata
Mötley House con LP dei T-REX, birra a fiumi, abbracci, commiati e
festeggiamenti vari… E poi dritti a caricare le valigie perché il LAX e un
luuungo viaggio di ritorno ci stavano aspettando…
Siamo tornati sicuramente carichi e positivi, con molti “frutti” da raccogliere
e contatti da sfruttare…Tra alti e bassi, abbiamo solo cercato di fare del
nostro meglio, e seppur questo Tour non ci ha cambiato la vita musicale, ci ha
sicuramente arricchito a livello emozionale e di esperienza… Una tessera in più
da aggiungere all’infinito, e sempre in fieri, mosaico del Rock’n’Roll dei
SYBILLA…
(Un
ringraziamento particolare al Cops che ci ha concretamente aiutati in tutto e
per tutto, alla nostra agenzia di Promozione, allo Staff di Roxx Zone, ad
Astennu e RumS che si sono occupati delle P.R. internettiane dall’Italia, ai
Tattooed Millionaires e… al calore dimostratoci dal popolo Statunitense!)