SUPERHUMAN, Uldis
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Intervista a cura di Stefano Gottardi
Fra
mille demo ed ep di band svedesi, non capita tutti i giorni di ritrovarsi fra le
mani un full-length album di un gruppo lettone. Evidentemente non sanno rockare
duro soltanto in Scandinavia. Siamo andati a sentire che cosa aveva da
raccontarci Uldis, chitarrista e leader dei SuperHuman.
Ciao Uldis, puoi raccontare brevemente chi sono i SuperHuman ai
nostri lettori?
Siamo
una rock’n’roll band e proveniamo dalla Lettonia, uno dei tre stati che
compongono i paesi baltici. Ci siamo formati tre anni e mezzo fa, quando ho
partorito l’idea di formare un gruppo assieme a gente che conoscesse bene il
rock and roll. La nostra musica è piena di melodia, cori e robusti riff di
chitarra e… sì, siamo fottutamente pericolosi quando saliamo sopra ad un palco!
Da dove salta fuori il vostro monicker?
Circa
tre anni fa ci siamo trovati nella scomoda situazione di dover trovare in fretta
e furia un nome alla band, perchè avevamo una data in programma ed eravamo
ancora senza. Abbiamo valutato diverse opzioni, finché non è saltato fuori
SuperHuman, che è piaciuto subito a tutti. Non so spiegare nemmeno io il motivo,
forse perchè suona bene ed è davvero semplice e immediato. Comunque non ha nulla
a che vedere con superpoteri e cose simili; anzi, volendo guardare è anche un
po‘ ironico: spesso la gente crede che le rockstar siano invulnerabili, ma non è
affatto così.
So che il gruppo ha cominciato a far parlare di sé dopo alcune
date di spalla a Billy idol nel 2006. Come ricordi quell’esperienza?
È stato
meraviglioso. Abbiamo avuto l’opportunità di suonare con alcuni dei nostri idoli
d’infanzia, Billy, Steve (Stevens. N.d.R.)... è stata una specie di sogno
diventato realtà. Conoscerli e parlare con loro è stato incredibile, perchè sono
due persone davvero alla mano anche quando sono lontane dai riflettori. Per il
nostro gruppo si è trattato di un vero e proprio salto di qualità e stare su
quello stesso palco un’emozione indescrivibile.
Quando hai messo in piedi la band, quali erano le tue intenzioni:
divertirti e basta, oppure inseguire il successo?
Avevo
intenzioni serie e le ho ancora. Ero un po‘ stufo di suonare nel mio vecchio
gruppo e sognavo di averne uno come i SuperHuman, così ho pensato: “fanculo, la
fondo io la band“, e così ho fatto. Suonare è sempre e comunque bello, ma a
volte si sente la necessità di darsi una mossa e provare a costruire qualcosa di
diverso. Il vero divertimento sono gli show e un minimo di successo serve a
garantire all’entusiasmo di essere sempre a livelli accettabili per potere
andare avanti. Restare chiusi per anni a provare nella propria saletta non ha
senso.
Raccontaci As Human As We Are con parole tue...
È il
risultato di 3 anni di duro lavoro, iniziato con la nascita della band. È la
musica rock secondo il nostro punto di vista, è un disco diverso perchè ci sono
pezzi duri alternati ad altri molto più melodici. Essere diversi è ciò che più
ci piace e questa musica per me è sinonimo di libertà, perchè non voglio essere
obbligato a fare riferimento sempre ad un preciso stile quando compongo una
canzone. Dal vivo facciamo anche una cover di Prince, “Cream“, che suona in
maniera del tutto diversa da quella originale: l’abbiamo resa un brano dei
SuperHuman (concordo: non conoscendo il pezzo originale lo credevo anche io un
brano loro N.d.R.). L’album è stato prodotto da Greg Haver, che ha avuto
esperienze in studio con Manic Street Preachers, Breed77, Lost Prophets, e tanti
altri; è un grande produttore, lavorare con lui è stato magnifico anche perchè
ha saputo trasportare sul cd la vera essenza della band.
Chi ha avuto l’idea per la copertina?
L’idea
è venuta da sé, più o meno... siamo una rock ‘n‘ roll band, adoriamo suonare dal
vivo e quindi volevamo mostrare sin dalla copertina che siamo un gruppo vero,
senza tante cazzate. Alla fine la cover è molto bella e siamo davvero felici di
com’è venuta.
Di solito, come reagite alle critiche?
Le
ignoriamo. C’è diversa gente che scrive male di te non perchè sei una merda a
suonare, ma per il semplice fatto che vuole scrivere male di te. Si capisce cosa
voglio dire, vero? Quindi, perchè dovremmo interessarcene? Lasciamo che sia la
musica a parlare.
Quali sono le tue maggiori influenze musicali?
Le mie
influenze maggiori, per quanto riguarda la chitarra, sono Zakk Wylde, Steve
Stevens, Jerry Cantrell, Slash, Phil Collen… ma credo che le maggiori influenze
per quel che riguarda la mia visione della musica siano state i Def Leppard ed i
Black Label Society, oltre a tante altre che al momento non mi vengono in mente.
Quali traguardi che non hai raggiunto con i demo ti aspetti di
raggiungere con questo disco?
Un demo
è solo un suggerimento utile per dare alla gente una piccola idea di ciò che
siamo, è l’introduzione. L’album è la vera storia. Attualmente stiamo trattando
per una distribuzione internazionale ed ovviamente ci vuole un buon disco che ti
rappresenti per farlo: As Human As We Are rappresenta al 100% come siamo
musicalmente parlando. Speriamo ci faccia fare un salto di qualità e ci dia modo
di far sentire la nostra musica ad un sacco di gente.
Credi che il rock’n’roll sia davvero tornato ai fasti di un
tempo, come ogni tanto afferma la stampa, oppure che a volte riemerga soltanto
perchè di moda?
Entrambe le cose. Musicalmente si può dire che è tornato, ma non ai fasti dei
gloriosi anni ‘70 e ‘80. Il problema è che tanta gente sta creando attorno al
rock un mercato parallelo vendendo magliette, accessori e altra robaccia che non
ha nulla a che vedere con lo spirito originale. Questa cosa mi lascia alquanto
perplesso.
Che cosa pensi dell’attuale scena rock?
La cosa
positiva è che al giorno d’oggi puoi suonare di tutto, ogni tipo di rock band
può diventare estremamente popolare, sia che suoni glam, indie, hard rock
eccetera. Ci sono meno limiti rispetto a 10 anni fa, ci sono gruppi che amavo
negli anni ’80 che sono tornati alla ribalta e hanno schiere di fan. Sapere di
poter suonare ciò che vuoi senza doverti accodare a un trend è un’ottima cosa
per un musicista; puoi andare in giro e proporre ciò che ti va! Fra i gruppi che
apprezzo maggiormente ci sono The Answer e Silvertide: hanno uno stile retrò e
sanno suonare come si deve!
Ci sono altre rock band in Lettonia oltre a voi?
No,
direi proprio di no. Non c’è una scena rock qui da noi, quindi siamo davvero in
pochi a suonare rock.
State pianificando un tour? Verrete mai in Italia?
Abbiamo
diverse date in programma nei paesi baltici: Lettonia, Lituania ed Estonia.
Parlando d’Italia... dipende da come andranno le cose, se riusciremo a trovare
qualcuno del posto disposto ad aiutarci a pianificare un tour, perchè da soli
credo sia impossibile farlo. Ci piacerebbe molto venire a suonare da voi, quindi
se c’è qualcuno disponibile si faccia avanti! Se siete seriamente intenzionati a
lavorare con noi non esitate a contattarmi!
Quali saranno le prossime mosse delle band?
Per
prima cosa il nostro primo, vero, videoclip, per il quale abbiamo scelto “Hey
You“. L’abbiamo girato un mese e mezzo fa e al momento è in fase di
ottimizzazione. Sarà un calcio nel sedere, è una promessa! Il nostro batterista
si è quasi ustionato con il fuoco durante le riprese, tanto per farvi capire il
livello di coinvolgimento...
Prima di concludere l’intervista, vorrei conoscere il tuo parere
su internet e alcuni aspetti ad esso legati come:
- webzine
Ne
visito molte perchè danno sempre un sacco di notizie su quello che ruota attorno
alla mia musica preferita, ai concerti a cui posso andare, alle uscite dei nuovi
dischi.
- MySpace
Un
posto fighissimo per le band e per promuovere la propria musica. Ormai è un
fenomeno di massa.
- download e file sharing
Senza
dubbio fanno male alle vendite dei cd, però se decidi di vendere la tua musica a
questo modo non vedo dove stia il problema. In questa maniera è più facile
raggiungere un certo tipo di utenza. Il vero guaio è che un sacco di gente non
vuole pagare la musica e preferisce scaricarla gratuitamente...
Grazie mille Uldis, a te l’ultima parola.
Yeah –
stay rokk! Se volete potete comprare il nostro album a www.cdbaby.com o tramite
iTunes!