THEE S.T.P. , Il Metius
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Intervista a cura di Paolo Iori
Sfruttando la pausa Natalizia
siamo riusciti a fare 4 chiacchiere con il frontman di una delle migliori realtà
(forse la migliore...) del panorama rock 'n' roll nazionale. Cambi di line-up,
progetti futuri, pornostar preferite e molto altro...
From Thee S.T.P., Il Metius!
Ciao Metius, innanzitutto, per chi ancora non vi conosce, due parole sulla
tua band.
Thee S.T.P. sono un simpatico complessino rock and roll, attivo dal 1996 (e
questo non significa che prima fosse passivo, eh?). Beh, abbiamo registrato 4
album, due dei quali pubblicati in Inghilterra e negli Stati Uniti ed una lunga
serie di singoli. Qualche nostra canzone è apparsa su compilazioni italiane e
straniere, tra le quali vorrei ricordare almeno A Fistful Of Rock’n’Roll, uscita
in America e a cui hanno partecipato TUTTI i migliori gruppi punk, rock and roll
e garage del mondo...
La prima cosa che viene da chiederti è di fare chiarezza, una volta per
tutte, sulla dipartita di Stiv. Girano un po’ di voci, ma qual è la verità?
Dipartita? Ma non è mica morto! Stiv è stato membro fondatore degli S.T.P. e
dopo undici anni di indefessa militanza ha deciso di dedicarsi a più
remunerative attività. Penso che comunque lo vedrete di nuovo su di un palco!
Con chi? Al momento non ci è dato sapere, ma è difficile tenerlo lontano per
troppo tempo da un Marshall tirato a stecca...
Dopo la sua uscita dalla band, avete suonato live senza il supporto di una
chitarra: com’è stato? Avete intenzione di sostituire Stiv?
La sua uscita ha chiaramente comportato un periodo d’assestamento. Onestamente
non eravamo pronti per ricominciare con un nuovo chitarrista e quindi si è
deciso che Casey doveva farsi il culo da solo, altrimenti botte! Ha accettato
molto volentieri. Stiamo però valutando la possibilità di reclutare una seconda
chitarra. Ovviamente, gli prometteremo mari e monti, illudendolo meschinamente
sulla reale portata commerciale degli S.T.P.. Come al solito, al primo concerto
che farà con noi, pagheremo una mignotta per sbatterselo un po’ in camerino e
gli faremo credere che si tratta di una delle tante groupie degli S.T.P....
Abboccano sempre!
Archiviato questo argomento, so che siete al lavoro su del materiale
nuovo. È previsto un album a breve?
Abbiamo appena registrato quattro belle canzoncine, tre originali e una cover
degli Hanoi Rocks. Usciranno presto sotto forma di EP vinilitico...
tremendamente old school! Ci sono altri pezzi in lavorazione e se troviamo
qualcuno abbastanza babbo da metterci il grano, potremo pensare anche di fare un
quinto album.
Una curiosità: Casey Cooper è di Rovigo. Com’è lavorare “fianco a fianco”
con un chitarrista che abita a 200 km da voi?
Organizzare una prova e un po’ come convocare una riunione plenaria all’ONU. Per
il resto basta organizzarsi… e noi ci riusciamo malissimo.
Negli anni, ogni vostro disco si è differenziato da quello precedente,
rimanendo comunque incanalati su binari punk ‘n’ roll. Ci saranno sostanziali
differenze rispetto ai precedenti lavori?
L’evoluzione del suono degli S.T.P. è un fatto naturale, come vomitare dopo aver
bevuto rhum tutta la notte. Non facciamo riflessioni a priori, ma suoniamo
quello che ci viene meglio in quel preciso momento. I nostri pezzi ed il nostro
suono, sono il prodotto di quello che ascoltiamo, della nostra - ahem... -
cultura musicale. Ad ogni modo, le nuovi canzoni sono molto vicine a quanto
registrato su Paradise & Saints, però più dirette. O forse no... Beh,
giudicherete voi.
Prevedi un’altra adunata di amici ed ospiti in fase di registrazione?
Vedremo. Dipenderà da quanti soldi metterà il già citato babbo...
Come consideri la collaborazione con la vostra etichetta, l’Ammonia
Records?
Purtroppo l’Ammonia, almeno per il momento, non ci sembra che abbia tutta questa
vitalità dirompente. Fino ad oggi c’è stato un buon feeling, ma non credo che ci
sarà modo di collaborare di nuovo come in passato.
Cambiando argomento: avete aperto i concerti di Backyard Babies, Hardcore
Superstar, Gluecifer, Maryslim e molti altri. Raccontaci qualche aneddoto
divertente, ma soprattutto, con chi non vorresti mai più suonare?
Thee S.T.P. sono appassionati rock and roll fan e suonare con band che
ammiriamo, delle quali amiamo la musica, è tra le situazioni che preferiamo.
Spesso nascono sincere amicizie, come quella con i Black Halos, con gli Electric
Frankenstein (Sal Canzonieri fu anche nostro produttore!), con i Gluecifer, con
i quali abbiamo condiviso un tour in Italia, e con i Peter Pan Speedrock, con i
quali abbiamo suonato sia in Olanda che in Italia. Episodi divertenti? Una
valanga: dal fare la spesa al supermercato con Biff Malibu e Raldo Useless dei
Gluecifer, alla gita sulla mia Mini con Speedo dei Rocket From The Crypt. Non
poteva credere fosse così piccola!
In tema di band europee e non, chi vedi al momento un gradino sopra agli
altri? È tutto oro quello che luccica (in Sacandinavia ad esempio)?
Ho notato con piacere che i nostri amici Peter Pan Speedrock stanno finalmente
ricevendo l’attenzione che si meritano anche qui da noi. Ah, i Bones sono su
major, ma di band in giro che suonano bene e fanno dischi buoni ce n’è un mare.
Difficile dirti chi è meglio dell’altro. La Scandinavia sta forse passando un
periodo non troppo brillante: gli Hellacopters che annunciano lo scioglimento, i
Gluecifer sciolti e i Bloodlights di Captain Poon non mi sembrano proprio in
grado di raccoglierne l’eredità. I Backyard Babies hanno mancato il grande salto
ed i Turbonegro che non riescono a fare un disco al livello di Apocalypse Dudes.
Forse dovremo aspettare una nuova “covata” di talenti.
Ed in Italia? Come giudichi la “scena” attuale? Cosa pensi che manchi a
noi italiani per riuscire ad emergere in questo campo?
Ci sono un sacco di talenti in giro, molti di più, diciamo, di dieci anni fa.
Migliori band, belle canzoni, dischi decenti. Manca però il pubblico, dettaglio
non trascurabile. Non vedo una gran voglia da parte dei fan di sbattersi per
vedere i concerti, non c’è la voglia di comprare dischi. Ci si ritrova per “gli
eventi”, i concerti importanti e ci dimentichiamo dei gruppi piccoli che magari
suonano a cinque chilometri da casa. Forse è colpa delle band, molte delle
quali, esaltate da situazioni virtuali tipo myspace, pensano di essere già delle
rockstar solo perché hanno 10.000 visite sulle loro pagine. Mandano in giro un
bullettin, e sono convinti che possa bastare a trasformarli nei nuovi Mötley
Crüe e a fare il pienone ad ogni concerto. Mentre il rock and roll, e non solo
in Italia, è sempre e comunque una questione di sangue, sudore e lacrime, di
volantini fotocopiati, di cachet ridicoli, di sbattimenti dell’ultimo minuto...
Fammi 3 nomi di possibili outsider italiani e di qualche band
interessante. Io vedo Leeches e Small Jackets avanti rispetto agli altri!!
Oh, non ho voglia di fare nomi. Quelli che hai citato sono dei grandi amici,
oltre che ottimi musicisti. Con i Leeches siamo quasi parenti, eh, eh, eh
(…questa poi mi sfugge… NdR)! C’è tanta buona roba in giro, l’importante è che
qualcuno la vada a vedere!
In tema di band “emergenti”, dei Thee Stolen Cars che mi dici?
Gli Stolen Cars erano una band emergente nel 1987, eh, eh, eh... È stata la mia
prima band seria, con cui incisi un ep nel 1990. Ci siamo sciolti quando iniziai
con gli S.T.P.. Pensavo fosse stata dimenticata nelle pieghe del tempo prima di
scoprire che in una specie di enciclopedia del garage punk anni 80 uscita in
America eravamo citati come una delle migliori formazioni italiane dell’epoca.
Allora ci siamo rimessi insieme per finire un lavoro lasciato a metà più di
dieci anni fa: incidere un album.
In questo momento cosa gira nello stereo del Metius?
Come al solito, sono un caso clinico affetto da schizofrenia: c’è roba garage
punk, come un megaraccoltone degli Stems, il nuovo dei Cynics e i Greenhornes,
deliziose ristampe di Introducing The Sonics, di Gloria degli Shadows Of Knight
e di Bonniwell Music Machine, tamarrate metal come l’ultimo dei Crashdïet, i
sempreverdi Wildhearts - ma l’ultimo fa schifo al cazzo... bleah! - Redd Kross,
D-Generation, NY Loose...
Tre domande lampo:
I 3 migliori concerti degli S.T.P.
I prossimi tre...
I 5 dischi di sempre:
- Funhouse - Stooges
- It’s Alive! - Ramones
- Young, Loud & Snooty - Dead Boys
- s/t - New York Dolls
- Sticky Fingers - Rolling Stones
No, dai 5 sono pochi!!! Posso cambiare? Allora:
Songs The Lord Taugh Us dei Cramps, Who's Next degli Who, Apocalypse Dudes dei
Turbonegro, White Light White Heat White Trash dei Social Distortion, Never Mind
The Bollocks dei Sex Pistols, The Rise And Fall of Ziggy Stardust di David Bowie...
E ne ho altri 1.000!
Le 5 pornostar di sempre:
Son tutte belle, le pornostar del mondo!
Il parroco.
Ok, basta. Tutta la redazione di Roxx Zone ti ringrazia per il tempo che
ci hai dedicato e si aspetta gli auguri di Buon Natale.
Buon Natale anche a voi, fratelli (poi si sa come vanno queste cose, alla fine
l’intervista la si pubblica che è già Carnevale. NdStefano)!