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Secondo lavoro per gli angeli norvegesi che, a dieci anni dal loro debut album, si ripresentano con un disco in pieno stile anni ’90. Tutto è rimasto invariato rispetto al debut: i suoni, le voci, le tastiere, e questo, dato il successo ottenuto ormai 17 anni fa, è davvero un bene. Una pioggia di sonorità street rock mischiate all’aor più puro, con la solita tastiera di supporto che non fa mai male. Dodici brani da ascoltare su una Cadillac decappottabile, fra i quali spicca in particolar modo una ballad davvero grandiosa, “Hopeless Kind”, caratterizzata da un intrecciarsi di chitarre acustiche ed una melodia formidabile. “Lazy Stacy” e “Love You Too Much”, rispettivamente le tracce 6 e 7, sono i brani di punta: il vero spirito rock & roll si respira circa a metà disco con queste due composizioni al limite dell’esaltazione e del concepimento musicale. Infine la bonus track per l’edizione europea “Baby Wanna Ride” (doveva in realtà apparire nel loro primo lavoro, poi per qualche incertezza sulla sua sistemazione ideale nella track list venne tenuta da parte e utilizzata in questo nuovo album), un’idea geniale dato che gli affezionati della band ben apprezzano il sound particolare ed inimitabile dei Sons Of Angels. Tutto come ce lo ricordavamo, compresa la formazione: Solli (voce), Torstein (basso), Lars K. (tastiere), Staffan William Olsson (chitarre), Geir Digernes (batteria).
Voto:
Ale Coraby
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