SIN'S HERE, Marco Liziero -
Intervista a cura di Alvise Sclisizzi
Nati un paio
d'anni fa da un'idea del chitarrista Marco Liziero, i Sin’s Here si sono fatti
conoscere e apprezzare grazie al loro hard rock melodico e allo stesso tempo
molto tecnico. Dopo vari concerti per il nord Italia, verso fine 2006 hanno dato
alle stampe un ep promozionale che ha attirato l'attenzione degli addetti ai
lavori, ottenendo responsi molto positivi.
Il nome del
gruppo è molto particolare, cosa sta a rappresentare?
Adoro i giochi
di parole, perciò "Sincere" è diventato "Sin's Here", un po' come avevo fatto
negli Heaven’s Touch dove "Justice" era diventato "Just.Ice" con tanto di
copertina con stella di sceriffo nel ghiaccio o per il nostro pezzo "Your Candid
Hate".
Quali
obiettivi vi siete preposti quando avete formato il gruppo? Li avete raggiunti?
Nessun obbiettivo, solo la voglia di suonare e proporre i propri pezzi, dando il
massimo sotto il profilo dell'impegno e dell'entusiasmo, tenendo conto delle
rispettive vite ed impegni lavorativi.
Tutti i componenti vengono da esperienze musicali diverse, cosa vi ha
spinto ad "unire" le vostre forze nei Sin’s Here?
La musica, la
musica , la musica. Il fatto di essere amici, poi, non ha guastato per niente.
La voce femminile è casuale oppure dietro a questa scelta si cela un’idea
ben precisa sulla direzione musicale da intraprendere?
Non si tratta di una scelta mirata, io e Patrizia abbiamo fondato la band e
lavoriamo sui pezzi in fase compositiva. Nessun tentativo di emulare Evanescence
o altri. Al limite Joan Jett...
Qual è il vostro sogno nel cassetto?
Riuscire a stampare il cd che stiamo finendo di comporre e suonare dal vivo il
più possibile,
insomma prendersi qualche soddisfazione, che non fa mai male.
Qualche aneddoto divertente successo in questi anni?
Io sono Nigel
Tufnel (il chitarrista dei Spinal Tap) in persona , cosa che, affinata negli
anni, mi ha permesso di rimediare in corner ad una serie di errori infinita. Mi
ricordo di aver agganciato male una chitarra e, nel farla girare alla Cinderella,
di averla fatta finire a 5 metri dal palco, fortunatamente era il soundcheck,
nessun ferito. Eccetto la chitarra...
Secondo voi in
Italia esiste una scena oppure ognuno pensa al proprio orticello senza curarsi
di supportare gli altri gruppi?
Esistono talmente tante band buone, in tutte la sfumature del genere, da far
paura. Mi sembra anche molto migliorata la collaborazione tra musicisti, una
volta c'era più invidia. La novità degli ultimi anni riguarda il suonare
contemporaneamente in più band (Stefano, il nostro bassista, suona nei Notturna
ed Andrea, il batteraio, è uno dei più quotati nello speed metal, in
fatti con noi suona legato ed imbavagliato), perciò di questo passo c'è il
rischio di odiarsi da soli!!
La nascita di internet ha aiutato o ha ostacolato la crescita delle piccole
band?
Internet è fantastico per la promozione e diffusione , myspace rules!! Non so
come si chiama il vicino di casa ma rido e scherzo con un amico di Tokio!
Siamo alla fine, concludi a tuo piacere!
Supportate le band locali e scriveteci su myspace, siamo simpatici!
Grazie della chiacchierata e grazie del supporto alla scena italiana!