SILENT RAGE
- Four Letter Word-
2008
(Frontiers Records)
Sei
anni dopo il precedente Still Alive, che ne aveva sancito la reunion, esce il
nuovo album dei losangelini Silent Rage, che si erano fatti notare nella
seconda metà degli anni ‘80 grazie a due dischi molto interessanti. Accasatosi
presso la tentacolare Frontiers, il quartetto è rimasto quello di sempre (tranne
il nuovo acquisto alla batteria Rodney Pino), peccato invece per i pezzi che non
ricordano affatto la bontà di un album come l’esordio Shattered Hearts, targato
1987. Oggi, a ventitre anni dalla loro formazione, i Silent Rage sono un gruppo
scialbo che propone un hard rock stantio che, con vani tentativi, cerca di
avvicinarsi a sonorità più attuali. Il nuovo lavoro, prodotto quasi interamente
dall’ex Kiss Bruce Kulick, vive di poche tracce interessanti come le discrete
“You Could Be The One” e “Nobody Knows”, la moderna e accattivante “Sinister
Man” e la title track, dal refrain piacevolmente anthemico.
Il
resto è noia, con maldestri episodi come “Man Or Machine”, che ospita due star
come Gilby Clarke e Bobby Blotzer, e l’inutile power metal della conclusiva “Trouble”.
Decisamente sconsigliato!