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-Scorpions al Gods Of Metal -Nuovo disco degli Scorpions Dite la verità, quando qualche mese fa hanno incominciato a girare in rete queste due notizie, quale avete accolto con più grande entusiasmo? Quale dei due eventi avete atteso con maggior trepidazione? La risposta è ovvia, gli Scorpions alla manifestazione metallara nazionale per eccellenza. Il perché è presto detto: negli ultimi dieci anni la band di Hannover ha costretto i propri fan ad ingoiare ben più di un boccone amaro (vedi Pure Istinct, Eye II Eye, Unbreakable) e le speranze di ascoltare ancora una volta un buon lavoro firmato dai rocker crucchi erano ridotte al lumicino. Ma Klaus Meine e soci hanno deciso di giocarsi la carta Desmond Child, un uomo che, nel corso degli anni, ha vinto scommesse già perse in partenza, riuscendo a dare nuovo lustro alla carriera di artisti ormai in declino come Alice Cooper e, soprattutto, Aerosmith. L’hit-maker per eccellenza non tradisce le aspettative e si re-inventa completamente la band, proponendola in un’inedita versione modern rock - pur senza perdere il marchio di fabbrica - che ripercorre una strada recentemente battuta anche da altri vecchi leoni come Europe, Pink Cream 69 e Gotthard. L’assalto delle chitarre della premiata ditta Schenker/Jabs, cozza contro il robusto telaio sonoro costruito dalla coppia ritmica Maciwoda/Kottak e le inconfondibili melodie targate Meine. Escluse le splendide ballate “Your Last Song”, “The Future Never Dies”, “Love Will Keep Us Alive” e le ultra-moderne “Hour I” e “321”, l’album può dirsi composto esclusivamente da energici mid-tempo dall’accattivante refrain. Le hit si sprecano, il ritmo resta alto e la qualità costante per tutta la durata del disco. Da segnalare la produzione di pregiata fattura, affidata a James Michael e Desmond Child, e la partecipazione di Billy Corgan (ex Smashing Pumpkins) e John 5 (ex Marilyn Manson). Humanity - Hour I è la prima parte di un concept imperniato sul declino dell'umanità a causa della progressiva perdita di valori e sul pessimo stato di salute del pianeta; dopo quanto ascoltato, attendiamo con ansia il suo successore.Voto:
Fabio Antonetto
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