Non ho
mai avuto la fortuna di visitarlo, ma questo Paese ha sempre esercitato sul
sottoscritto un fascino particolare. Penso agli immensi laghi, alle sconfinate
foreste, alle dighe costruite dai simpatici castori, ma pure a gruppi come Rush,
Loverboy, Sheriff, Kick Axe, Devin Townsend Band, Voivod, Miriodor, The Tea
Party e, appunto, Saga. Quando ho saputo che il vocalist Michael Sadler avrebbe
lasciato la formazione dopo 30 anni di militanza, assieme al fido Umberto (un
uomo per cui il progressive è una ragione di vita!) mi sono precipitato alla
data più vicina al Belpaese di questo “30Th Anniversary & Farewell Tour”, nello
specifico a Pratteln, un ridente paesino a pochi chilometri tra il confine
elvetico con Francia e Germania. Devo ammettere che, nonostante alcuni intoppi
(neve, controlli della polizia, uffici di cambio chiusi) e il chilometraggio non
indifferente, ne è valsa veramente la pena, perché il gruppo ha sfoderato una
performance di altissimo livello… ma andiamo con ordine. Lo Z7, abbastanza
famoso da queste parti, è piuttosto capiente e il pubblico (incredibilmente
eterogeneo, con una buona presenza femminile) è accorso in massa per l’evento,
quando da noi ci sarebbero state, forse, un centinaio scarso di persone.
Ad
aprire la serata tocca ai The Urge, discreta formazione britannica di rock n’
roll con qualche sprazzo southern che poco c’ entra con il genere dei Saga, ma
la folla applaude soddisfatta e addirittura chiede il bis (meditate gente,
meditate!). Cambio di palco ed ecco il momento tanto atteso. Michael Sadler fa
il suo ingresso on stage e attacca con un intro per voce e tastiere: un brivido
mi corre lungo la schiena.
Questo
personaggio, oltre ad avere un’ugola fantastica e a suonare, occasionalmente,
anche tastiere e basso, dal vivo possiede un carisma e una simpatia fuori dal
comune. Gli altri membri del gruppo non sono da meno: Ian Crichton è un
chitarrista originalissimo e dotato di un gusto invidiabile, suo fratello Jim,
bassista, secondo tastierista e leader della band, appare più defilato, ma
concentrato come un direttore d’orchestra su quanto sta succedendo attorno a sé,
lo storico Jim Gilmour fa il suo ottimo lavoro dietro l’ imponente muro di
tastiere, mentre l’acquisto più recente, il batterista Brian Doerner, autore di
uno spettacolare assolo, risulta essere il miglior drummer che i Saga abbiano
mai avuto. Il concerto è un vero attentato al mio cuoricino, attraverso la
proposta di classici come “On The Loose”, “Don’t Be Late”, “Perfectionist”,
“You’re Not Alone” e “Time’ s Up” tratte dai primi quattro, incredibili album,
ma anche da brani più recenti e comunque non meno privi di fascino come “I’m Ok”
e “Book Of Lies”; il pathos raggiunge il culmine nel momento in cui Jim Gilmour
rimasto solo sul palco, canta, accompagnandosi alla tastiera, la dolce
“Scratching The Surface” assieme ad un pubblico entusiasta. Un ‘ultima
considerazione: non so se i Saga riusciranno mai a rimpiazzare la defezione di
Sadler, ma sicuramente non saranno mai più gli stessi. Ciao Michael e grazie di
tutto!