La
storia dei Vanadium, dei Diumvana, di Pino Scotto e dei suoi progetti la
conosciamo probabilmente un po’ tutti. Finita l’avventura della leggendaria band
italiana, Lio Mascheroni segue Scotto nei suoi gruppi (è stato fino a un paio
d’anni fa il batterista dei Fire Trails), mentre Steve Tessarin e Ruggero
Zanolini (assieme al bassista Mimmo Pantera) fondano i Diumvana. Qualche tempo
fa si è cominciato a parlare di reunion, ma poi non se n’è fatto nulla. Qualcosa
fra loro evidentemente si deve essere rotto, bastano i titoli di alcuni brani (It’s
The Three Of Us Left”) ed i testi di altri (“Vanadium”, “Rustless”) per capire
che forse non corre buonissimo sangue fra il trio Zanolini/Tessarin/Mascheroni e
il singer di origini partenopee. Presunti rancori a parte (in fondo non sono
argomenti di nostra competenza), c’è un gruppo nuovo di zecca pronto a
infiammare le platee e a cercare di dare nuova linfa al vecchio repertorio dei
Vanadium. Start From The Past,
che vanta anche 8 canzoni originali, è il primo capitolo della discografia dei
Rustless: non
ci sono da aspettarsi grosse rivoluzioni a livello stilistico, la band esplora
territori classicamente heavy rock, la cui unica concezione al moderno è data
dall’insolito utilizzo di due voci, una maschile, di Roberto Zari, ed una
femminile, di Elisa Stefanoni, bravissima vocalist degli altrettanto bravi
gothic metaller Evenoire. Fra le nuove composizioni spiccano le sopraccitate
“Vanadium” e “Rustless”, la ballata
“No Way Out”, mentre il singolo “Sand Of Times” è forse il pezzo più particolare
del lotto, con il cantato di Elisa più vicino alle atmosfere della sua gothic
band e le chitarre in primo piano; fra quelli ripresi dalla discografia dei
Vanadium si fa notare l’estratto da Born To Fight “I Was Born To Rock”. Gli
altri brani, seppur ben eseguiti, perdono il confronto con le versioni
originali, probabilmente perché si fa sentire l’assenza delle vocals sporche e
selvagge dell’istrionico Pino Scotto, la cui particolarissima timbrica è un
elemento pressoché irrinunciabile, perlomeno per chi ha avuto la possibilità di
apprezzare questi pezzi suonati dalla formazione storica al gran completo. Ad
ogni modo le idee e la ricerca di qualcosa di diverso rispetto a quanto proposto
in passato da Zanolini, Tessarin e Mascheroni, concretizzata dall’utilizzo di
una voce femminile e saltuari inserti di flauto, curati dalla stessa cantante,
rendono il disco un’esperienza appagante e gettano le basi per un futuro
splendente e, speriamo, ricco di soddisfazioni.
Stefano Gottardi
Voto:
Track List
1. It's The Three Of Us Left
2. Vanadium
3. Sand Of Times
4. Second Chance
5. Renegade
6. Red Lust
7. Rustless
8. No Way Out
9. I Was Born To Rock
10. Still Got Time
11. Easy Way To Love
12. I Gotta Clash With You
13. War Trains
14. Warriors