ROYAL HUNT
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Collision Course… Paradox II
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(Frontiers) 2008
Ho sempre considerato i Royal Hunt una band ampiamente sopravvalutata, che nonostante otto album all'attivo ha fatto centro solo con Moving Target e Paradox. Oggi il gruppo del tastierista Andre Andersen torna con un nuovo lavoro intitolato, ma guarda un po', Paradox II, in cui alla voce, al posto del dimissionario John West, troviamo Mark Boals, un singer che, nonostante sia in possesso di una buona tecnica, si è quasi sempre ritrovato a fare parte di progetti fallimentari. È chiaro che il titolo di questo lavoro è il solito specchietto per le allodole, in quanto, a livello compositivo, siamo davanti ad un insieme di brani di una noia mostruosa, tutti molto simili tra loro e che riportano alla mente il peggior Malmsteen in un ottica più pomp rock. Come se non bastasse Andersen, tastierista con una fantasia pari a quella di un citofono (provate ad ascoltare i suoi album da solista senza provare un irrefrenabile desiderio di suicidio: impossibile!), produce le sue solite cascate di note arrivando spesso a duellare col chitarrista Marcus Jidell, in una sterile gara di velocità. Aggiungeteci delle pessime linee vocali che fanno quasi rimpiangere quelle già non eccelse di John West (D.C. Cooper era indiscutibilmente un altro cantante!) e avrete una vaga idea di che razza di "fetecchia" tradotta in musica abbiano partorito i Royal Hunt. Decisamente un altro passo falso.