REFLEXION
- Dead To The Past, Blind For Tomorrow -
2008
(MachXX/SPV)
Due
anni dopo Out Of The Dark, ritornano sul mercato i Reflexion di Juha Kylmänen (For
My Pain), forti di un nuovo contratto siglato con la Mach XX,
sottoetichetta della label tedesca Out Of Line. Sin dalle prime battute è
evidente un taglio più heavy e oscuro, che tuttavia non va mai a discapito della
melodia. L’ascolto del disco trasporta e coinvolge nelle plumbee atmosfere che
permeano ogni composizione: l’amore (perduto) è il tema dominante dei testi, e
le malinconiche parole cantate dal rosso singer permettono a tutti quelli che
almeno una volta nella vita si sono innamorati, di calarsi perfettamente nella
parte del cuore infranto della situazione. Splendidi i due singoli sinora
scelti, “Weak And Tired”, pezzo esplosivo dotato di un refrain trascinante e
condito da chitarre graffianti e dal cantato evocativo di un Kylmänen in grande
spolvero, e “Twilight Child”, semi ballad impreziosita dall’azzeccato connubio
fra il piano e le sei corde ed un ritornello di sicura presa. Sorprendenti
“Non-stop Glorious Ride” e “Dancing In The Air”, canzoni ai confini con l’heavy
metal nelle quali compaiono persino accenni di growl vocals da parte dell’ospite
Jaakko Teittinen. Sopra la media anche le più ordinarie “Dead Without You”,
“Black Is The Color Of Your Life”, “The One With No Name” e “Thousand Nails In
My heart”, anche se va detto che il songwriting, vero punto di forza del disco,
è di qualità sempre elevata. Prodotto (ottimamente bisogna riconoscere) da Aksu
Hanttu (Entwine), l’album è stato registrato in tre diverse città della
Finlandia. L’ottimo artwork, invece, è a cura di Vesa Ranta (ex Sentenced);
molto ben realizzato anche il booklet, completo di foto e testi chiaramente
comprensibili. Un netto passo avanti rispetto al già buon debutto, il disco
della maturazione e, ci auguriamo, definitiva consacrazione di una delle (love
metal) band finlandesi più longeve e concrete.