RADIOVIPERS, Mez
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Intervista a cura di Alvise Sclisizzi
Nati nella
primavera del 2003 dopo un'illuminazione causata da un concerto dei Faster
Pussycat, il gruppo nasce attorno ai due leader MEZ (voce) e MANNY (chitarra),
unici sopravvissuti del nucleo originale. La loro musica prende forma attingendo
dai gruppi storici degli anni ‘80 riletti in chiave originale e per niente
scontata. Andiamo a conoscerli meglio dalla voce del cantante Mez:
Dopo la vostra nascita avete avuto una crescita lenta ma costante, che vi
ha permesso di essere tra i gruppi di punta della scena itailiana. Cosa vi ha
fatto resistere alle avversità e alle porte chiuse in faccia?
Ciao. Ci sono due correnti di pensiero per quel che riguarda la nostra crescita:
una è la presenza nel gruppo di un’avvenente bassista, l’altra, forse la più
accreditata e veritiera, è una mole di lavoro mica da ridere che è stata da
sempre una prerogativa dei membri “storici” coinvolti nella band. L’esperienza
accumulata negli anni, anche prima della nascita dei Radiovipers, ha giocato un
ruolo fondamentale per muovere i primi passi, e l’entusiasmo di suonare quello
che ci piaceva ci ha fatto andare avanti noncuranti degli alti e bassi dovuti
per lo più a fattori non dipendenti da noi. Se fai ciò che ti piace, non ti
preoccupi troppo di ciò che accade in giro, se poi lo fai esclusivamente per un
tornaconto, stattene a casa.
Il vostro cd è uno dei pochi prodotto e suonato in maniera professionale e
con dei testi che non scadono nelle solite banalità all’italiana. Avete
utilizzato degli aiuti esterni o avete fatto tutto da soli?
A
parte un paio di ospiti su due song, Rudy su “House Of Beggars” che duetta con
me, e un armonicista figo su “Next Step”, tutto ciò che vedi e che senti è stato
fatto da Manny e dal sottoscritto. Il lavoro di registrazione in particolare, è
gravato quasi interamente sulle spalle di Manny, appoggiato dove serviva da me e
dall’ex batterista che si è registrato la batteria da solo. Da bravo muletto da
soma ci ha consegnato un bel lavoro alla fine. No?
Nel vostro cd c’è una canzone che vi rappresenta più di altre o come ogni buon
genitore amate in maniera uguale tutti vostri figli?
Siamo contenti di tutte le canzoni in eguale misura e ognuna in un modo o
nell’altro ci rappresenta. Per quel che mi riguarda, a livello di testo, lascio
trasparire qualcosa di più personale in “Pusher”, ma lascia perdere il titolo,
il personaggio in questione è solo un’incarnazione immaginaria a cui lascio
raccontare la storia, senz’altro più introspettiva di quel che può sembrare.
Voi zitti zitti avete stampato un cd, suonato con gruppi del calibro di
Vain, Dogs D’Amour, Vains Of Jenna, BangTango, Love/Hate, Adam Bomb, fatto una
miriade di date in giro per l’Italia e un tour di 7 date in Inghilterra. Cosa
pensate quando vedete gruppi che hanno fatto un decimo di quello che avete fatto
voi e se la tirano?
Non
ci preoccupiamo troppo degli altri, preferiamo guardare in casa nostra che c’è
già tanto da fare. Sia chiaro, se c’è occasione di collaborare, come già
successo in passato, con la gente giusta, ben venga. E ti assicuro che in Italia
per fortuna ancora ci sono elementi collaborativi, e guarda caso, anche se
pochi, sono tra i migliori. Gli altri chi se l’incula?
Cosa c’è nel futuro dei Radiovipers?
C’è
un secondo disco da finire, che ti posso già annunciare, sarà diverso dal primo.
Cercheremo di essere maggiormente attivi sul fronte live. In generale,
continueremo a fare del nostro meglio, il resto, si sa, non dipende da noi.
Cosa manca all’Italia per non essere più il terzo mondo del rcok e
diventare almeno il secondo?
Un
atteggiamento meno lobbistico e più spassionato da parte di tutti; si
potrebbe iniziare da qui sperando che il resto venga coltivato man mano.
Difficile?
Avete tutti lo stesso background o il gruppo è eterogeneo per quanto riguarda i
gruppi guida?
Io e
Manny abbiamo quasi lo stesso background, dato che ci conosciamo da adolescenti:
Zeppelin, AC/DC, ovviamente Mötley e via dicendo. Il bassista e il batterista
apprezzano l’hard rock, ma poi vanno su robetta più soft, quella da intenditori
eh! A tal proposito, sugli indirizzi myspace di ognuno di noi, sono elencate
tutte le influenze. Così evito di nominare gruppi insulsi e indegni, che al solo
pensiero mi provocano dolori al basso ventre con spiacevoli conseguenze.
Siamo alla fine, adesso puoi dire tutto quello che vuoi!
Ok,
mi trattengo dal riempire di insulti la parte di mondo che mi sta sul cazzo,
sempre per validi motivi e non, e mi limito a ringraziare calorosamente te e
tutto lo staff di Roxx Zone per lo spazio gentilmente concesso. Bye!!!