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A circa due anni di distanza dal precedente Sleazy Things, e con una formazione rinnovata che passa da cinque a quattro elementi e vede rimasti i soli Alex Sex (voce) e Marc Heart (batteria), con Hot Like Hell tornano a farsi sentire i glamster tedeschi Pussy Sisster. Questo gruppo è la prova vivente che quella dei tamarri rock’n’roll non è una specie in via d’estinzione rifugiatasi nella nostra amata penisola, bensì una razza in costante espansione, facilmente reperibile nel sottosuolo rockettaro in qualunque parte del globo terracqueo. Questa volta si tratta di un ep di quattro brani, ma bisogna riconoscere che i ragazzi hanno fatto davvero bene le cose, curando sia il lato grafico che quello sonoro (la partecipazione del vocalist dei Pink Cream 69 David Readman alle registrazioni è senza dubbio un valore aggiunto) e che, per essere un’autoproduzione, questo mini è piuttosto soddisfacente sotto ad ogni aspetto, non ultimo quello musicale. Le coordinate stilistiche ricalcano quelle di Pretty Boy Floyd, Mötley Crüe e Faster Pussycat; nulla di nuovo all’orizzonte, che ad ogni modo raccoglierà i consensi di chi ha apprezzato il precedente demo e dei nostalgici dello sleaze 80iano in genere. Notevole l’unico episodio con cui la band prova ad esplorare territori più energici e personali: stiamo parlando della conclusiva “Vampires Of Death”, canzone schiacciasassi che è impossibile non amare all’istante. Leggero miglioramento per quanto concerne le (comunque non sempre impeccabili) vocals, tuttavia ci si può lavorare ancora un pochino sopra. Promossi in ogni caso.
Voto:
Stefano Gottardi
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