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Piccolo passo indietro per i Private Line, non a livello qualitativo, bensì stilistico: chi di voi si ricorda dell’ep Six Songs Of Hellcity Trendkill datato 2003? Ecco, è proprio a quel tipo di scan rock con suoni robusti e attuali (reso oltremodo moderno dal massiccio utilizzo di synth) ma ispirato per ammissione stessa del gruppo da formazioni storiche come Mötley Crüe, Skid Row, Hanoi Rocks e Smack, che Sammy & Co. sembrano aver fatto principalmente riferimento per comporre i brani di Evel Knievel Factor. Dal layout di booklet e copertina, ai suoni, tutto è perfetto e in linea con quanto ascoltato in precedenza; la precisione in fase di arrangiamento consegna in pasto a critica e ascoltatori 10 brani (più intro) di granitico modern hard rock dal retrogusto 80iano: dalla splendida title track alla conclusiva, e altrettanto convincente, “Billion Star Hotel”, è un tripudio di ritornelli mozzafiato e melodia a profusione. In mezzo transitano comodamente canzoni elaborate e malinconiche (“Broken Promised Land”, “The SINdicate”), emozionanti ballate (“Sound Advice”), robusti up-tempo (“Alive”, “Prozac Nation”) e pillole di ultra-moderno sleaze rock sulla scia dei Gemini Five di Black:Anthem (“Uniform”). Senza dubbio il fattore originalità è stato fortemente trascurato e la sensazione di déjà vu è quasi una costante, tuttavia siamo sicuri che i fan del combo finlandese, così come i rocker affamati di sonorità fresche e al passo coi tempi, non resteranno delusi.
Voto:
Stefano Gottardi
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