PAUL SABU
-
Strange Messiah
- 2007
(Aor Heaven/Frontiers)
Spesso
dalla copertina di un disco si riesce a capire la bontà del suo contenuto;
capita di frequente, infatti, che il livello dell’artwork sia direttamente
proporzionale a quello musicale. Il nuovo album di Paul Sabu non smentisce
affatto questo assioma, visto che allo scialbo ritratto del musicista presente
nella front-cover, corrisponde una fiacca collezione di canzoni. Pur essendo un
veterano della scena musicale e non solo di quella hard rock, dati i precedenti
del nostro nelle vesti di produttore e songwriter per gente del calibro di
Madonna, Shania Twain, WASP, David Bowie e Alice Cooper, Sabu sforna un album
imbarazzante, che fa rimpiangere non poco il suo passato solista o con gli Only
Child. Trovare pezzi accettabili all’interno di questo lavoro è impresa ardua,
comunque sfuggono allo sfacelo completo quelli più “ottantiani“ del lotto, come
“Dangerous Behaviour”, “Headbangers” , “Fighting To Die” e “Hey Look (But Don’ t
Touch)”. Il resto è déjà-vu perenne, in mezzo al quale non si salva nemmeno la
voce di Sabu, sin troppo roca e inadatta a certi stilemi musicali.