PARASITE CITY
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10 Hits To K.O.
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2008
(Hype
Productions)
Come
i singoli che hanno preceduto l’uscita di questo full-length facevano sospettare
(“No Place Like Home” e “Burn”), i Parasite City hanno due facce: una allegra e
spensierata, ben rappresentata dalla frivolezza di “Nymphomaniac” e “Rockstar”
(titoli che non lasciano dubbi sugli argomenti trattati), ed una più intimista e
riflessiva, con testi che parlano d’amore (“Falling To Pieces”, “Secretly Mine”)
e addirittura di morte (“Tombstone”). È come se ci fosse una linea immaginaria a
dividere in due la track list, con le composizioni più vecchie da una parte e
quelle più recenti dall’altra. Se all’inizio la proposta sembra dirigersi su
binari scan rock oriented alla maniera di Backyard Babies e Private Line, verso
la fine del disco tutto si sposta su lidi più cupi e misteriosi. 10 Hits To K.O.
è un nome di sicuro coraggioso, ma bisogna riconoscere che, se di dieci hit non
si tratta, il livello qualitativo è comunque costante per tutta la durata
dell’album, anche quando i ritmi si fanno inaspettatamente più lenti e la carica
rock che faceva pensare ai primi Guns N’ Roses lascia il posto ad atmosfere più
rilassate. La buona prova offerta dalla coppia di asce composta da Jari e Antti
è supportata da una sezione ritmica decisamente efficace e dalla performance
dell’ottimo Sebastian, singer di razza dalla timbrica perfetta per questo tipo
di rock, nonché principale songwriter. Eccellente la produzione (la presenza di
Johnny Lee Michaels in cabina di regia è una garanzia), così come il booklet,
graficamente ben realizzato e completo di tutti i testi. Un disco che forse non
resterà nella storia, ma che si fa ascoltare con piacere e getta le basi per un
successore con cui è lecito aspettarsi che i Parasite City facciano il grande
botto!