|
|||||||||
|
Ozzy Osbourne è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni. Il carismatico singer dei Black Sabbath, con i quali ha scritto pagine fondamentali della storia dell’heavy metal, negli anni è diventato famosissimo anche per una carriera solista di tutto rispetto (oltre che per i suoi atteggiamenti fuori di testa che gli sono valsi l’appellativo di Madman), e lavori come Blizzard Of Ozz, Bark At The Moon e No Rest For The Wicked sono a confermarlo. Proprio dopo quest’ultima prova in studio, nel 1988, il buon Ozzy attraversò un periodo particolarmente buio (uno dei tanti) causato da gravi conflitti familiari, tuttavia, coadiuvato da una line-up ispiratissima comprendente il grande Zakk Wylde alla chitarra, il mai troppo compianto Randy Castillo alla batteria, John Sinclair alle tastiere e Michael Inez e Bob Daisley a dividersi le parti di basso (ed affiancato in fase di scrittura da un pezzo da novanta come Lemmy Kilmster oltre che dagli stesi Wylde, Inez e Castello), il singer irrompe sul mercato nel 1991 con lo straordinario No More Tears. Il classico sound muta leggermente strizzando l’occhio all’hard rock americano degli anni ’80 e le tastiere assumono un ruolo importante creando delle suggestive atmosfere. Nonostante tutto la produzione, incentrata prevalentemente sul basso, risulta potente e compatta, e forma un imponente muro sonoro. Ad aprire le danze ci pensa “Mr.Tinkertrain”, mid-tempo roccioso sorretto da un devastante lavoro chitarristico e impreziosito dalla particolarissima voce di Ozzy. Sulla stessa linea si muove anche la successiva “I Don’t Want Change The World” mentre alla posizione numero tre troviamo la stupenda ballad “Mama, I’m Coming Home”, con il fraseggio acustico che fa da contraltare alla parte elettrica e la strofa che sfocia in un ritornello immediatamente memorizzabile. “Desire” fa ripartire il disco su binari più veloci e sostenuti con un ritmo trascinante ed un guitar-work ancora una volta magistrale. La title track è un pezzo dall’impatto emotivo disarmante, che si apre con un basso pulsante e delle tastiere solenni e ariose sulle quali si destreggia un Ozzy in gran forma: assolutamente il miglior pezzo del lotto. Seguono poi, a coronare un album pressoché perfetto, “S.I.N.”, l’hard-metal di “Hellraiser”, l’intimista “Time After Time” e la due bonus track (per l’edizione rimasterizzata del 2004) “Don’t Blame Me” tratta dal singolo di “Mama, I’m Coming Home” e “Party With The Animals” dalla colonna sonora di Buffy - The Vampire Stayer. Dopo questo colpo vincente il singer farà seguire a distanza di tempo i controversi e mediocri Ozzmosis e Down To Earth, a seguito dei quali prenderà una lunga pausa di riflessione (dalla musica) culminata nella patetica quanto redditizia serie televisiva The Osbounes. A tutt’oggi, chiusa la parentesi di cui sopra, Ozzy sembra essersi ripreso dagli acciacchi di una vita sregolata e piena di eccessi, tant’è che il prossimo album è alle porte, così come la nuova edizione dell’Ozzfest ed un tour mondiale con i Black Sabbath. Speriamo bene. Voto:
Mario Grasso
|
|
|
Copyright Roxx Zone - All rights reserved |