Fa un
certo effetto vedersi recapitare a casa un pacchetto proveniente da Detroit. Il
fatto che i ragazzi si siano interessati a mandarmelo depone quindi a loro
favore, e gia così si conquistano un mezzo punticino nella votazione finale. Se
a questo aggiungete che il prodotto risulta estremamente piacevole sia nell’artwork
che nelle note interne (testi chiari e libretto ben curato), il mezzo punto
diventa almeno uno intero. Potrebbe sembrare superficiale soffermarsi su questi
dettagli, ma anche l’occhio vuole la sua parte. Le tracce del cd sono in tutto
nove, per una durata complessiva appena al di sopra della mezzora. Un po’
pochino, effettivamente, per questa band che ha gia all’attivo due ep e un disco
omonimo risalente allo scorso anno. Stilisticamente il gruppo si pone a metà
strada tra le sonorità hard rock degli anni ‘70 degli Zeppelin, gli Skid Row ed
i Mötley Crüe degli anni ’80, ed il modern rock di Soundgarden e Godsmack dei
giorni nostri. Il cantante Chris Gillen spesso ricorda Sebastian Bach, pur non
arrivando alla sua classe e carisma, ed anche le chitarre di Eric Kluiber e John
Sullens richiamano alla memoria lo stile di Slash e Mick Mars. Nove canzoni
tutte tiratissime, dall’inizio alla fine, nessuna concessione a ballate o tempi
medi. “Wath’s In There” è una vera e propria scarica di adrenalina, in
“Obviuosly Envios” si sente in lontananza l’influenza dell’hard rock anni ‘70,
mentre la band del dirigibile riemerge prepotentemente in “President
Day”. Il lavoro non si discosta mai da queste coordinate, dando all’album un
senso di compattezza e durezza davvero notevoli. Un gruppo che sembra davvero
affiatato e deciso sulla strada da intraprendere: un pizzico di esperienza in
più e sicuramente sentiremo presto parlare ancora di loro.