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Attendevo con impazienza il nuovo album dei Night Ranger, avendo amato alla follia i loro primi lavori, ma dopo aver ascoltato per la prima volta questo Hole In The Sun, la mia delusione è stata cocente. Il motivo sta nell’eccessiva modernità dei suoni, che snaturano quella che era la vera anima del gruppo e nello scarso livello compositivo/melodico del disco; un esempio lampante è racchiuso nell’opener “Tell Your Vision”, che esordisce con batteria elettronica, continua con riff granitici molto “groovy”, offrendo un refrain alquanto banale. Le cose migliorano un poco dalla quarta traccia, “Whatever Happened”, piuttosto scontata, ma almeno piacevole da ascoltare. “There Is Life” è una discreta ballad, ma la successiva “Rockstar” è a dir poco imbarazzante, con i nostri che arrivano addirittura a scimmiottare il riff di “Smell Like Teen Spirit”! La title-track inizia nel peggiore dei modi, ma sfocia in un simpatico ritornello, anche se degno più di una punk band californiana che dei Night Ranger. “Fool In Me” sembra dimostrare che oggi il gruppo sia più a suo agio nelle ballate che nei pezzi veloci, mentre sono decisamente da dimenticare le tentazioni new-metal di “White Knuckle Ride”. Degna di nota la conclusiva “Being” che chiude in punta di piedi l’album. Tirando le somme, forse la mediocrità di questo disco è dovuta a tutti gli impegni solistici che recentemente hanno assorbito i diversi componenti del gruppo: c’è da sperare che in futuro Blades e soci si concentrino di più sulla band madre, regalandoci nuovamente perle come “(You Can Still) Rock In America” e “Don’t Tell Me You Love Me”. Per ora dimentichiamoci di questo buco nell’acq…pardon…nel sole.
Voto:
Luca Driol
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