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Di solito non mi fido neppure di me stesso, figuriamoci quindi se mi sarei potuto fidare di cinque bellocci (ora sei) finlandesi di nome Negative. Certo, il debut album War Of Love piacque anche a me, ma già allora preferii prendere le distanze dal coro intonato da buona parte della stampa che, con molta leggerezza, prediceva loro un futuro alla Guns N’ Roses. Già il successivo Sweet & Deceitful, seppur buono, lasciava intravedere segni di cedimento a livello compositivo, ma nel frattempo la band una certa fama se l’era fatta, scalando le classifiche di vendita del proprio paese (e non solo). Ecco così arrivare Anorectic, terzo disco nel giro di poco tempo, che conferma in pieno le mie perplessità iniziali riguardo alla tenuta sulla lunga distanza del biondo Jonne Aaron e della sua ciurma di rocker dannati. Senz’altro smaliziati dopo alcuni anni nel business, i Negative non hanno scelto la via più facile per arrivare alle masse, anzi, il sound si è indurito e le chitarre inaspettatamente irrobustite. Purtroppo è il songwriting a cedere il passo: “Fading Yourself”, “A Song For The Broken Hearted”, “Sinners Night / Misty Morning” e “Stop F*ckin' Around” sono dei titoli splendidi, ma sfido chiunque a fischiettarne un ritornello sotto alla doccia, anche dopo ripetuti ascolti. Anorectic è un lavoro ottimamente suonato e impeccabile sotto a diversi aspetti, ma poco coinvolgente e talmente freddo da farti sentire davvero in Finlandia anche se abiti a Crotone! Non ci siamo, mi spiace… Voto:
Diego Berry
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