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80iani sino al midollo all’epoca del precedente lavoro, l’ep Hot Playz, i milanesi Naughty Whisper si ripresentano dopo cinque anni con il loro primo lavoro sulla lunga distanza, Psycho, e un sound e un’attitudine completamente rinnovati. Ne abbiamo parlato con l’ormai ex cantante Ashly X. Ex? Eh sì…

 

Ciao Ashly! Per prima cosa vorrei complimentarmi per aver dato alle stampe uno dei migliori dischi glam italiani di sempre. Ti va di raccontarci cosa c’è dietro la realizzazione di Psycho?

C’è poco da raccontare, l’unica cosa che posso dire è che il disco rispecchia un solido cambiamento, si tratta di un apripista per il prossimo lavoro, già in cantiere, il cui genere non è certo il solito hair metal che ci si aspetta dai Naughty Whisper. Per ora vi posso anticipare che sarà un misto tra l’omonimo album dei Mötley Crüe e sonorità punk alla Wednesday 13.

Sono passati 5 anni da Hot Playz, un ep caratterizzato da uno stile decisamente retrò e molto influenzato dalle hair band 80iane. Come siete arrivati al sound più moderno e punkeggiante di Psycho? 

Tanti pensano che ci siamo adattati al genere che tira in questi ultimi tempi, ma non è così: è stata semplicemente un’evoluzione personale, in sostanza in questo disco c’è più farina del nostro sacco.

Che cosa rappresentano esattamente titolo e artwork?

Abbiamo voluto scherzare proprio sul fatto che l’album è composto da canzoni “vecchia concezione” e da canzoni “nuova concezione”, per questo abbiamo scelto come titolo Psycho.

Ascoltando il disco, infatti, si può incappare in alcune situazioni completamente differenti fra loro: da “Nasty Night”, in stile puramente glam festaiolo, alla sofferenza e pazzia di “Kill My Wife”. Più Psycho di così!!! Per quanto riguarda artwork e booklet ci siamo attenuti alle regole, vale a dire una specie di psicopatica in copertina e le nostre facce in stile cartella clinica di pazienti di un manicomio all’interno del libretto.

Uno dei punti di forza del nuovo album è proprio la grande professionalità: dalla produzione all’aspetto grafico, tutto è curato nei minimi particolari. Credi che questa possa essere la chiave per fare apprezzare anche all’estero il rock and roll made in Italy?

Ti dirò, sono parecchi anni che suono e non sono il solo, tuttavia l’unica cosa che ho imparato è che in Italia non esiste la mentalità giusta per una ascesa del rock. Nei paesi scandinavi, se ci fai caso, ci sono locali, incentivi statali per la produzione di dischi, case discografiche interessate, mentre noi italiani siamo destinati al massimo a fare di spalla ai gruppi stranieri. Al sabato sera, se vai in qualunque locale, nella migliore delle ipotesi ti tocca a vedere l’ennesima cover band di Ligabue. Spero che la situazione cambi al più presto.

A proposito, che fine ha fatto la tanto propagandata “scena italiana” di cui tutti parlavano fino a 2/3 anni fa? Secondo te, che cosa non ha funzionato?

Anzitutto torno a parlare della mentalità italiana che ha fatto da ariete per la distruzione di quel poco che c’era. Poi, per quello che ho visto, ti posso dire che la “scena italiana” si è subito divisa in vari blocchi in cui ognuno tirava acqua al suo mulino. All’inizio era partito tutto bene: locali, serate a tema, eccetera, ma come al solito le pecore hanno preferito sputare nel piatto dove stavano mangiando allegramente e osannare tutto ciò che era straniero, infossando ulteriormente quello che a fatica stava nascendo.

Tanto per restare in argomento, una band italiana emergente da raccomandare?

Sarò sincero: ultimamente non sto più vedendo concerti di band emergenti per via dei fatti sopraelencati, quindi non saprei proprio rispondere a questa domanda.

Torniamo a parlare del disco, che vanta ancora una volta, probabilmente l’ultima, la tua presenza dietro al microfono. Addirittura nel booklet compare già il nuovo cantante. Apprezzando tantissimo il tuo lavoro, sono rimasto molto sorpreso nello scoprire di questo cambiamento. Quali sono le ragioni di tale scelta?

Diciamo la verità: io non sono mai stato né un cantante, né un frontman, sono nato come bassista e morirò come tale. Ho soltanto dovuto provvedere a improvvisarmi vocalist per colmare una lacuna, vale a dire la perdita di due “cantanti”; insomma, mi sono arrangiato.

Sarà, ma ti sei arrangiato davvero molto bene! Ad ogni modo i Naughty Whisper esistono da oltre 7 anni: ti va di tracciare un breve bilancio sulla vostra carriera dagli inizi sino ad oggi?

Che posso dire? Sono sempre convinto del fatto di essere nato nel posto sbagliato al momento sbagliato, comunque sia, ci piace quello che facciamo e cerchiamo di farlo al meglio, quasi fosse un lavoro anche se i guadagni si sa che non ci sono. Finché sentiremo ardere la fiamma del rock n’ roll dentro di noi andremo avanti, poi forse quando saremo vecchi e pelati ci butteremo sul liscio!

Avete diviso il palco con gruppi come Pretty Boy Floyd, Faster Pussycat, Wednesday 13, Geoff Star e Tigertailz. Quale il ricordo più bello e quale il più brutto di queste esperienze?

Personalmente il più bello è stato suonare con Wednesday 13, visto che lo considero l’unico degno di attenzione, comunque ho dei bei ricordi un po’ con tutti, forse l’unico un po’ più brutto è stato vedere il Thunderbird Gibson di Lesly dei Pretty Boy Floyd coperto di vomito…

Qualche aneddoto divertente da raccontare?

La cosa più strana è stata vedere che Wednesday 13 mangia tutto in bianco… e ci beve assieme Tequila Sunrise!

Avete altri progetti musicali, oltra ai Naughty Whisper, d cui ti va di parlare? 

Io e Lexxy suoniamo in un’altra band, Eaven, che fa elettro gothic rock, ma si sa, il tempo è sempre poco sia per noi che per gli altri ragazzi, quindi per ora abbiamo messo tutto in freezer.

Quali sorprese ti auguri che il futuro possa riservare ai Naughty Whisper, e quali sorprese riserveranno i Naughty Whisper ai propri fan?

Per i Naughty Whisper mi auguro un contratto, nel frattempo ci stiamo preparando a invadere la Polonia, ahahahah!

Siamo alla fine Ashly, approfittane per dire quello che vuoi…

Volevo ringraziarti per aver avuto l’opportunità di raccontare ciò che penso. Comprate il disco e, come al solito, un grosso vaffanculo a voi… e voi sapete chi siete!

 

 

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