MYLAND, Paolo Morbini
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Intervista a cura di Stefano Gottardi (editing di
Teresa Fontana)
In
occasione dell’uscita del secondo disco dei suoi Myland, siamo andati a trovare
il batterista e principale compositore Paolo Morbini: una persona vera, schietta
e genuina, con una passione per la musica… contagiosa!
Ciao Paolo! Per prima cosa vorrei farti i miei più sinceri complimenti per
l’ottimo lavoro svolto con No Man’s Land. Non è sempre facile oggigiorno
riuscire non solo a non annoiare, ma anche a divertire suonando aor, vista la
standardizzazione di un genere a cui, forse, molti musicisti si avvicinano con
una certa superficialità…
Ciao
Maestro, grazie per lo spazio che ci dedicate voi di Roxx Zone, yeahhh siete
grandi!!! Nel 2008 le band di rock melodico si danno un gran da fare e ne sono
felice; il problema è che le etichette di produzione, piccole o grandi che
siano, non intervengono più come producer in studio. Lasciano totale libertà
alle band e non si preoccupano troppo della qualità dei pezzi. Secondo me
dovrebbero chiedere agli artisti più qualità, scartare o almeno tenere in numero
limitatissimo brani riempi album. Con noi, Niki della Valery Records è stato
molto presente e ha seguito il lavoro con scrupolo: alla fine abbiamo ottenuto
un ottimo album anche per merito suo.
Come si
sono svolte le registrazioni di No Man’s Land?
Abbiamo
registrato nello studio della mia scuola di musica ‘Il Borgo della Musica’ a
Milano, lavorando a lungo: per impegni di lavoro siamo stati “on the air” per
piu’ di 3 mesi, logicamente non continui. Soprattutto per me è stato faticoso,
visto che ho fatto da fonico in studio e ho curato tutta la parte della
produzione!
Come
siete entrati in contatto con due ospiti d’eccezione come Kee Marcello e Tommy
Denander?
Tommy è
un amico di Guido Priori, si sono scritti per anni e-mail, abbiamo sempre
sperato in una collaborazione e alla fine eccoci qui! Tommy è un grande, si è
reso disponibile da subito e ha fatto un lavoro da paura: il solo di “Prisoner
Of Love” è veramente di classe!!! Kee invece è amico di Marzio Ker, l’altro
chitarrista che insieme a Marco Andreasi ha diviso il lavoro sulle chitarre. In
passato aveva lavorato a delle produzioni con Kee, che ha voluto ascoltare il
materiale ed è rimasto sorpreso dalla qualità dello stesso (parole sue),
sparando un solo in “The Wind Of Late September”da piegare le ginocchia a tutti
i chitarristi del mondo! Yeahhh maaan!
Qualche
aneddoto divertente relativo alla collaborazione?
Quando
siamo stati a Göteborg per il mastering, abbiamo fatto ascoltare il lavoro
finito a Kee prima di masterizzarlo. Eravamo nella hall di un hotel e lui in
cuffia ascoltava il cd sul lettore portatile… Muoveva la testa a ritmo,
continuava ad alzare le corna da metallaro e sorrideva. Per noi è stata una gran
soddisfazione. Dopo cena ci siamo salutati e noi siamo andati in giro per
Göteborg… Madonna quante fiche da paura! Intanto lui da casa ha ascoltato tutto
l’album e verso le 2.00 di notte ci ha mandato un sms facendoci i complimenti
soprattutto per il lavoro del songwriting, delle chitarre e delle voci: Guido,
il nostro cantante, lo ha impressionato di brutto. Mentre pioveva ci siamo
abbracciati in strada come dei ragazzini ed è scappata anche qualche lacrima
d’emozione!
Come
siete entrati in contatto, invece, con gli altrettanto bravi ospiti italiani
Alessandro Del Vecchio e Steve Angarthal?
Loro
sono nostri amici da molto tempo, non sono stati certo da meno, essendosi resi
disponibilissimi da subito. Hanno lavorato da superprofessionisti e hanno
spaccato nella loro esecuzione! Grazie ancora per il vostro aiuto!
Come
mai avete deciso di intitolare l’album No Man’s Land, e cosa rappresenta l’artwork?
Chi se ne è occupato?
L’album
si intitola No Man’s Land, che vuol dire “la terra di nessuno” perchè se ci
pensi bene è così oggi: la terra con le crepe rispecchia quello che sta
succedendo da moltissimi anni, la fata con la lacrima ci mostra che stiamo
distruggendo il mondo e lei è quasi impotente; dietro, invece, il sole, le
cascate e in alto il cielo blu ci dicono che non dobbiamo perdere la speranza e
cercare di migliorarci giorno dopo giorno: forse un’illusione. Bah, staremo a
vedere… L’artwork è stato realizzato, disegno a mano, da Ale Mantovani, singer
dei Trick Or Treat, anche loro della scuderia Valery Records.
Ti va
di raccontarci come siete giunti al contratto con Valery Records?
Niente
di trascendentale: ho mandato una mail all’Etichetta e Niki, non appena ha letto
“band aor” mi ha chiamato, è un vero appassionato come noi di questo genere. Ha
ascoltato il materiale e gli è piaciuto da subito. Non dimenticherò mai la sua
frase: “Paolo, dobbiamo fare un lavoro della Madonna con quest’ album!”.
Non so
se abbia un senso proporre in questa sede una domanda “da forum”, ad ogni modo,
visto che alla fine sui forum musicali ci scrive la gente che poi
acquista/ascolta i dischi e che spesso fa osservazioni anche interessanti, ti
pongo il mio quesito. Ho letto qualche critica riguardante la voce di Guido, che
personalmente trovo più che indovinata per una proposta musicale come quella dei
Myland. Come controbatti ai detrattori del tuo cantante?
Guido
secondo me ha un talento galattico, riconosciuto anche da Jim Peterik dei
Survivor e Rob Lamm dei Chicago. Ci scriviamo da anni e loro apprezzano
tantissimo il lavoro di Guido. Proprio stamattina gli è arrivata una mail da
Tony Mills degli TNT/Shy : Melodick rock, sito più importante al mondo per il
rock melodico, scrive bene di loro paragonandoli; per cui Tony è un grande
cantante e direi anche il nostro Guido. Come dicevo prima Kee sostiene che Guido
è fortissimo, e se lo dicono questi personaggi che ne sanno sicuramente di più
di certi che scrivono sui forum… Per carità, i gusti sono gusti e sulla voce
ognuno ha le sue preferenze. Per me, ad averne come Guido!
Che ne
sarà del primo lavoro autoprodotto del 2005, The Time Is Over? Nessuna
possibilità di vederlo ristampato da qualche etichetta?
Guarda,
quando si tocca questo tasto mi scaldo immediatamente: per me quell’album è
ottimo e ci hanno già richiesto molte copie dal Giappone, ma non riusciamo ha
trovare nessuno che lo stampi!
Come
sta in generale l’aor nel 2008?
Come
produzioni alla grande, come qualità “alla piccola”, come fan…Be’, i ragazzi
degli anni 80’ non sono mica morti, yeah! Anche molti giovani si avvicinano al
genere, quindi direi bene: c’è un ritorno come per tutte le cose, anche se è
sempre più difficile vendere tante copie per colpa del download da internet!
Come
vedi, invece, la situazione in Italia? Sembra che ultimamente qualcosa si stia
muovendo… Quali sono secondo te i maggiori esponenti del genere e quali le nuove
leve più interessanti?
In
questo genere siamo un po’ pochini, gli Eva, mio ex gruppo, Brunorock, Edge Of
Forever, anche se sono più vicini all’hard rock classico e non molti altri. La
situazione è sempre la stessa: non si suona per niente, se vuoi suonare devi
metterti a 90° e accettare tutto, niente soldi, situazioni tristissime senza
pubblico perché il gestore del locale spera che il pubblico lo porti tu… Un cane
che si morde la coda. Io suono molto con tributi e cover band; per la musica
inedita ci sono veramente pochi spazi, io ho 42 anni, ho già dato…Se mi offrono
serate per i Myland devono essere serate con almeno un palco a disposizione per
un soundcheck adeguato e spese pagate. Una stanza di hotel anche grezza, ma
decente, richieste che in Italia sembrano assurde quando invece nel resto del
mondo è la norma!
Visto
che ne hai fatto accenno: Myland è un progetto da studio o una vera band? Avete
qualche data in programma?
Myland
è un progetto più da studio, come live siamo già pronti da mesi, pur sapendo che
è difficile avere in Italia la possibilità di poter esprimere il proprio
linguaggio musicale. L’aor è un genere molto complesso, noi abbiamo moltissimi
arrangiamenti sia in studio che live, suoniamo con due chitarre - più tastiere -
e cantiamo in cinque. Se non c’è una situazione tecnica buona lo show non può
rappresentare il nostro mondo musicale… Adesso stiamo finendo il montaggio del
videoclip di “One Step Closer”e dovremmo fare la presentazione ufficiale il
prossimo mese. Vediamo i riscontri delle vendite soprattutto all’estero e in
base a questo ci organizziamo!
Quali sono i progetti per il futuro in casa Myland?
E in casa Morbini?
Adesso
aspettiamo solo i risultati di questo album… Il futuro? Per me scrivere brani e
produrre album non è un problema, quando scrivo mi faccio paura da solo, mi
viene facilissimo. Ci sono molti artisti stranieri del mondo dell’aor che
vogliono collaborare con noi; in questo momento lavoriamo per No Man’s Land, che
merita tutta l’attenzione possibile…Stiamo a vedere! In casa Morbini tutto bene,
sono molto concentrato sulla mia scuola di musica -www.borgodellamusica.com
- che è aperta da 3 anni. Stiamo facendo passi da gigante, ci sono degli
insegnanti fantastici, da panico, uno tra tutti Walter Calloni, storico didatta
della batteria, drummer della PFM e molti altri… Ho raggiunto le 1800 date in
carriera, ho suonato davanti a 15.000 persone e anche davanti a sole 3 persone:
l’importante è suonare sempre e divertirsi. La musica è una bella e sana
passione per i giovani e non; purtroppo in Italia in molte scuole dell’obbligo
non esiste un programma didattico musicale adeguato che stimoli i ragazzi a
coltivare questa passione. Io in primis, al Borgo ci provo!
Siamo
alla fine: grazie per il tuo tempo Paolo, a te l’ultima parola!
Bella
lì ragazzi! Un saluto a tutti i lettori di Roxx Zone e un abbbrasss!