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Yngwie Malmsteen è uno di quei personaggi che come pochi è riuscito a dividere il mondo degli appassionati dell’hard‘n’heavy. Il suo stile ipertecnico e superveloce, influenzato dalla musica classica ed ispirato dai grandi della chitarra rock mondiale come Hendrix e Blackmore, gli ha portato grande fama tanto da essere considerato il maestro del metal neoclassico, così come allo steso tempo molti critici gli si sono scagliati contro definendolo un artista dal tocco alquanto approssimativo. Nonostante sia stato il capostipite del fenomeno musicale dei guitar-hero, ovvero quei chitarristi ipervirtuosi che dalla metà degli anni ’80 hanno invaso il mercato discografico con migliaia di prodotti a carattere strumentale, il funambolico svedese, ma americano di adozione, nell’arco della sua carriera si è dimostrato essere un eccellente songwriter ed un sublime arrangiatore. Desideroso di cavalcare l’onda d’oro dell’arena rock, nel 1988 si presenta con questo Odyssey, album concepito per scalare le classifiche, ma allo stesso tempo mai sfacciato e prevedibile e con ben tre strumentali in track list. La produzione fu affidata alle sapienti mani del duo Thompson/Barbiero, già all’opera con i Guns N’ Roses. Forte di una line-up da urlo comprendente i fratelli Jens e Anders Johansson, rispettivamente alle tastiere e batteria, ed un singer di lusso esperto e carismatico come Joe Lynn Turner (delle parti di basso si occuparono lo stesso Malmsteen e Bob Daisley), il disco si apre con la furiosa “Rising Force”, futuro cavallo di battaglia e ottimo esempio di heavy rock melodico, dal superlativo lavoro chitarristico che culmina nell’incendiario assolo incrociato con le tastiere. Seguono “Hold On”, mid-tempo venato dell’aor più metallico caratterizzato da una sublime prova vocale di Turner e “Heaven Tonight”, singolo e spettacolare anthem ricco di cori e dal refrain altamente contagioso. Come da copione alla traccia numero quattro troviamo una ballad: “Dreaming (Tell Me)” è un pezzo molto emozionante che parte con un duetto voce/chitarra acustica per poi esplodere in un ispiratissimo assolo. La strumentale “Bite The Bullet” fa da preludio a “Riot In Tthe Dungeons”, heavy veloce ai limiti del power e dalle forti tinte neoclassiche. Seguono poi tre grandi prove di hard rock d’autore quali “Deja Vù”, “Crystal Ball” e la bonjoviana “Now Is The Time”, tutte scandite da bellissime linee vocali, ritornelli immediatamente memorizzabili ed ottime prestazioni strumentali. Vi è poi “Faster Than The Speed Of Light” altro heavy power veloce e le due strumentali di chiusura, ossia “Krakatau” dove emerge chiaramente l’elevata tecnica dei musicisti e “Memories”, outro tutta chitarra acustica intimista e malinconica. A suggello di quest’ottima prova da studio fu intrapreso un grande tour mondiale culminato nel bellissimo “Live In Leningrad”, recentemente ristampato in dvd. In definitiva un lavoro notevole e di impatto che farà sicuramente felici anche i seguaci più incalliti della sei corde. Voto:
Mario Grasso
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