Scopiazzando un po’ a destra e a sinistra i Maeder mettono insieme il materiale
per il loro disco di esordio. Detta in questo modo sembrerebbe una stroncatura
bella e buona, ma così non è. Se e vero che un brano come l’iniziale “Never Last”
prende palesemente spunto da “Back In Black” degli AC/DC, è anche vero che i
quattro cangurotti australiani sanno aggiungere un ritornello che non ti
aspetteresti, figlio del modern rock più attuale. Lo stile della band ricalca
molti degli stilemi del genere hard rock. Si possono trovare frammenti di street
rock tipo Mötley Crüe/Guns N’ Roses (“Another Thing Comin”) o Aerosmith (“Businnes
In Me”) mischiati a ballate davvero originali come l’ottima “Night And Day”,
lentone acustico per soli voce, chitarra e pianoforte. Altro gruppo a cui
possiamo accostare il sound dei Meader, e che ritorna molto di frequente nel
corso delle dodici tracce, sono i Gun dei fratelli Gizzi. “You’re A Freak”
sembra uscita da Talkin On The World o da Gallus ed anche lo stile del cantante
si accosta parecchio a quello di Mark Ranking. “You Make Me Die” ripropone i
suoni degli AC/DC, mentre “It’s A Good” è rock ‘n’ roll allo stato puro. Qua e
là spruzzate di brit pop alla Oasis come in “White Pillow” e rimandi ai Red Hot
Chili Peppers come nell’ intro di “Piece Of Me”. Ispirati decisamente al nu
breed invece i migliori pezzi dell’intero lavoro: “Future Story” ricorda i Love
45 e gli Shugazeer di Paul Laine. “No Grass Is Greener Than Your Own” è un tempo
medio molto melodico e dal sapore moderno. Nonostante gli infiniti riferimenti,
il disco è stato ben amalgamato e proposto: la band va quindi incoraggiata e
spronata a puntare maggiormente sui pezzi più
originali. Le capacità ci sono, per cui avanti così!