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Piacevole chiacchierata con Lex Kaos, cantante degli industrial rocker romani LXT, giunti al secondo mini cd dopo il buon esordio del 2004 a titolo Latex (De)Generation.

 

Ciao Lex, per prima cosa ti chiedo di raccontare ai nostri lettori chi sono gli LXT.

Ciao Stefano, gli LXT, conosciuti anche come Latexxx Teens, sono un’industrial band con influenze rock, metal e goth, formata da cinque elementi: il sottoscritto alla voce, Icy & La Nuit alle chitarre, Plastic Poison 69 al basso, synth & programming e infine l’ultimo arrivato Grace Khold, che si occupa delle parti elettroniche dal vivo. Siamo attivi dal 2003 e dopo un primo demo, chiamato Latex (De)Generation, abbiamo di recente pubblicato un mini cd intitolato Moloko & UltraViolence.

Come mai la band ha cambiato nome, passando da Latexxx Teens a LXT?

Diciamo che non si tratta di un vero e proprio cambio di nome, piuttosto abbiamo pensato che LXT suonasse più freddo rispetto a Latexxx Teens e incarnasse meglio la nuova dimensione musicale e visiva della band. Abbiamo fatto quello che in realtà hanno già fatto molti prima di noi, come ad esempio gli HIM.

Alcuni di voi hanno modificato il nome d’arte: vuole forse essere un modo per tagliare i ponti con il passato, dato che anche il sound ha subito una leggera ritoccata?

Non un taglio netto, ma semplice e naturale evoluzione, concetto estraneo alla massa. Gli LXT non saranno mai un clone di sé stessi, siamo una band che ama rinnovarsi, siamo più di una semplice band, siamo un agglomerato di celluloide, suoni, circuiti, macchine impazzite ed espressione sensoriale. Ciò che cerchiamo di realizzare è un progetto dove ogni tassello sia al suo posto e così, come ogni altro aspetto del nostro lavoro, anche i monicker dei componenti giocano un ruolo fondamentale….

Come descriveresti il vostro sound per far capire cosa proponete a qualcuno che non vi ha mai ascoltato?

Anima, sangue e sudore filtrati attraverso le fredde leggi della tecnologia, un’equazione dalle variabili impazzite, una dose letale di Megabyte Metal!!! Mescoliamo l’antico con il nuovo, il sacro con il profano, metal, rock, e.b.m., techno, attitudine cyber-punk, questo e molto altro potrete percepire ascoltando gli LXT.

Il 2006 ha anche registrato un nuovo cambio di formazione, con l’uscita di Joseph e l’ingresso di La Nuit dei My Sixth Shadow e Grace Khold dei Dope Stars Inc. Come si sono inserite nell’intricato meccanismo musicale dei LXT queste due vecchie volpi della scena romana?

La Nuit è un nostro amico di vecchia data, in occasione del Venice Rock Festival tenutosi la scorsa estate avevamo bisogno di un secondo chitarrista e Icy ha pensato subito a lui, glielo abbiamo chiesto e due giorni dopo eravamo in sala a provare. È un ragazzo eccezionale, oltre ad essere il chitarrista perfetto per noi. Per quanto riguarda Grace, anche lui è un amico di vecchia data e come sai ha curato l’aspetto grafico degli LXT. Quando Joseph è uscito dal gruppo e Plastic Poison 69 è passato al basso, avevamo bisogno di qualcuno che si occupasse delle basi e dei synth soprattutto in sede live, ne abbiamo discusso e la cosa è andata a buon fine. L’ingresso di entrambi è stato più che positivo, non solo a livello compositivo, ma soprattutto a livello umano perché è molto più semplice costruire qualcosa d’importante con chi ti capisce al volo.

Qualche anno fa mi è capitato di intervistare prima di un concerto i Gemini Five e di domandare loro quali fossero le più interessanti band svedesi underground. Il bassista “Hot” Rod Teilman mi rispose senza indugio che la migliore band underground era italiana e si chiamava Dope Stars Inc. Cosa ne pensi?

Che non ha sbagliato affatto, sfido chiunque a contestare quell’affermazione: pochi anni di vita, un demo, un video, un cd doppio uscito in una confezione che anche i Motörhead si sognano, merchandising che si esaurisce in pochissimo tempo e ora anche un ottimo successo di pubblico durante i live. Signori, i Dope Stars Inc. sono una stella che brilla di luce propria e di quella luce noi non ne abbiamo visto che un raggio…. aspettate e vedrete!

Inoltre Grace si è anche occupato dell’artwork di Moloko & UltraViolence: che cosa vuole rappresentare il suo lavoro?

Quando abbiamo cominciato a scrivere Moloko & UltraViolence, sin da subito volevamo che fosse Grace a curarne l’aspetto grafico, poiché siamo tutti fan dei suoi lavori. Come dimostra il risultato finale, la scelta è stata quella giusta! Per quanto concerne il concept del suo lavoro, l’idea di fondo è del sottoscritto: volevo una cover che evocasse il caos politico, religioso e sociale che viviamo, una qualcosa di molto forte e politicamente scorretto, ho chiesto a Grace di inserire determinati elementi e lui in una notte ha realizzato ciò che io e gli altri ragazzi volevamo. Come si dice… “buona la prima”. Ciò che vedi in quella cover è niente di più, niente di meno ciò che ascolti quando suoni il nostro cd, è ciò che vedi quando cammini per la strada, quando accendi la Tv o quando leggi il giornale, è l’incarnazione di un’apocalisse chiamata XXI secolo!

Per quanto riguarda la produzione vi siete invece affidati a un altro membro di Dope Stars Inc. e My Sixth Shadow, Victor Love. Come mai la scelta è ricaduta proprio su di lui e come vi siete trovati a lavorare assieme?

Anche qua l’amicizia con Victor ha giocato un ruolo fondamentale, ma non è l’unica ragione, chiunque abbia ascoltato un cd prodotto da Victor sa bene quali siano le sue qualità. Il suo contributo è stato molto importante per il nostro lavoro, ci ha aiutato soprattutto a snellire le canzoni, a renderle più fluide, conferendo ad esse un suono esplosivo. Per me è stato molto importante lavorare con lui, mi ha aiutato tantissimo nell’interpretazione dei brani, mi ha dato consigli su come cantare certe cose e lo stesso ha fatto con gli altri. Per dirla come la direbbe Icy, Victor è il Bob Rock dei Latexxx Teens, ahahahahahahahah!

Qual è il significato di un titolo come Moloko & UltraViolence? Quale messaggio volete trasmettere con testi molto esplicativi e un look che non vi fa passare di certo inosservati?

Penso che tutti abbiano visto o sentito parlare di Arancia Meccanica, be’ Moloko & UltraViolence prende spunto dal film di Kubrick, dal caos, dall’anarchia, dalla violenza fisica e psicologica che quel film sprigiona. Moloko & UltraViolence è un colpo di pistola contro l’iconoclastia imperante, è un urlo di rabbia contro l’ipocrisia di chi ci governa, è un monito nei confronti di chi, riempiendosi la bocca di concetti come pace o religione, non fa altro che guardare al proprio interesse, è una molotov lanciata contro l’industria dell’ignoranza, è un oceano di odio che invade le viscere della terra. Moloko & UltraViolence è il nostro necrologio per l’umanità!!! Noi non siamo messia, messaggeri o giudici, siamo piuttosto cantori dell’Evo Moderno, osservatori distaccati di un mondo votato al martirio. I miei testi rispecchiano la realtà che viviamo, come poi vengano interpretati è un peso di cui non mi faccio carico, sono delle pure e semplici riflessioni, io osservo ma non giudico, giudico ma non condanno! Quanto al nostro look è solo e semplicemente ciò che siamo, incarniamo ciò che spaventa di più la nostra società: la realtà!

A due anni di distanza da Latex (De)Generation, quali sono le tue considerazioni su quell’ep? Senza dubbio ha contribuito a far parlare di una band al debutto come la vostra, ma se potessi farlo, cambieresti qualcosa?

Benché Latex (De)Generation abbia delle lacune, il mio giudizio su quell’ep rimane positivo, credo ci siano delle buone idee. Pensa che ancora oggi “69 Ways To Fuck” è uno dei pezzi che piace di più alla gente. Se potessi lo registrerei in maniera diversa, lavorando come abbiamo fatto per Moloko & UltraViolence, ma va bene anche così perché è dagli errori del passato che si gettano le basi per un futuro migliore.

Spesso le band italiane sanno solo lamentarsi e piagnucolare sui propri insuccessi. Non credi che provare a scrivere belle canzoni, autoprodursi un ep dignitoso piuttosto che un full-length risibile e cercarsi un’immagine vincente come fate voi potrebbe essere un’idea per emergere dalla massa?

Ti ringrazio innanzitutto per le belle parole. Diciamo che su questa domanda ci sarebbe molto da dire, ma per tener fede a quanto detto sopra io non giudico, dico solo che se c’è qualcuno che perde tempo a lamentarsi c’è più spazio per chi ha voglia di emergere veramente. Purtroppo molti gruppi credono che avere un full-length, magari distribuito in qualche negozio, sia un punto di arrivo e invece secondo il mio punto di vista le cose non stanno così. Dietro una band, per avere un minimo di visibilità, ci deve essere un lavoro enorme non solo a livello compositivo, ma anche a livello promozionale, bisogna essere degli ottimi manager di sé stessi: se non investi tu per primo sul tuo lavoro, come puoi pensare che ci investa qualcun altro? Quanto agli LXT posso dirti che ogni cosa è il frutto del lavoro di cinque persone, che vivono ciò che sono in maniera del tutto naturale; prendi Icy lui è uno che è nato per fare il musicista, dalla verve compositiva all’attitudine, stessa cosa vale per Grace, o P.P. 69 il piccolo genio di cui necessita ogni band, o ancora La Nuit, un ragazzo umile sulle scene romane da più di 10 anni eppure sempre pronto a mettersi in discussione. Se poi quanto detto servirà affinché gli LXT possano emergere in questo oceano fin troppo affollato io non posso saperlo, ciò che so è che se succedesse non ci sarebbe nulla di anomalo!

Si è parlato del coinvolgimento della band in ben due tribute album: uno ai Sex Pistols e l’altro a Stiv Bators: a quando l’uscita?

Al momento non so darti notizie precise riguardo queste due uscite. Quello che posso dirti è che per il primo abbiamo registrato “Anarchy In The U.K.” e per il secondo “Ain’T It Fun”: sono soddisfatto soprattutto della seconda, sia perché abbiamo condiviso questa esperienza con due nostri grandi amici, Killo e LN1 dei Decadenza, sia perché siamo riusciti a rendere quella song nostra, “Ain’t It Fun” è uno dei pezzi che preferisco di tutta la discografia di Bators e re-interpretarla per me è stato come realizzare un sogno. Speriamo che escano presto perché da quello che ho ascoltato di entrambi, ci sono veramente degli ottimi pezzi e credo che sia Bators che Vicious dall’inferno approvino e sorridano.

A te la parola per concludere quest’intervista…

Ringrazio innanzitutto te per questo spazio, ringrazio anche tutti quelli che ci supportano ormai da due anni e infine invito coloro che non ci conoscono a visitare il nostri siti www.latexxxteens.com e www.myspace.com/latexxxteens dove potrete ascoltare i nuovi brani, scaricare il vecchio ep e acquistare il nostro merchandising e ricordate che l’eresia è il sangue delle religioni, non ci sono eretici dove la religione è morta!!!

 

 

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