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Ottimo disco di aor uscito a firma dell’eccezionale cantante
modenese Michele Luppi. Già voce dei Vision Divine, Michele in
questo lavoro esplora territori più marcatamente melodici e vicini
alle proprie origini. Il genere proposto riporta alla mente gruppi
classici come The Storm, Journey e, parlando di band più recenti,
Street Talk, Mecca e Vertigo. Si parte all’insegna della tradizione
con l’opener “I Will Carry You” - impreziosita dall’intro pomp di
tastiere firmate Greg Giuffria - che ricorda non poco i Toto di “I
Will Remember”. Brano in stile Unruly Child è “I Must Be Blind”, con
la splendida voce di Luppi che non fa sembrare esagerato il paragone
con il mitico Mark Free. È tempo di una pausa ed ecco quindi
arrivare la power ballad “Thanks To You”, che ricorda un certo tipo
di aor west coast sullo stile dei Kings Of Heart. La media delle
composizioni rimane di alto livello per tutto il disco e pezzi come
“When You Think Of Me” e “Run” negli anni ‘80 sarebbero stati la
fortuna del singer italiano e lo avrebbero potuto accomunare senza
timori reverenziali al Richard Marx dell’epoca Repeat Offender.
L’album scorre senza cadute di tono, non ci sono brani riempitivi e,
anzi, proprio nella conclusiva “Measure Of Man” abbiamo uno degli
episodi meglio riusciti del cd. Ottimi nel corso di tutto il disco i
cori nella migliore tradizione del genere. Da segnalare la
collaborazione con Fabrizio Grosso e Tommy Denander. Un bel regalo
di Luppi per gli tutti gli amanti dell’aor più raffinato che
difficilmente troveranno materiale di questo livello tra le mille
uscite anonime degli ultimi anni. Voto:
Paolo Paganini
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