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Premessa 1: Ul Mik è un personaggio che già da diversi anni bazzica nell’ambiente metal dell’underground italiano. Vexed, Evilnasty e Alea Jacta sono solo alcuni dei progetti in cui è impegnato l’indaffarato cantante. Non certo uno sprovveduto alle prime armi quindi. Premessa 2: no, non è un problema di visualizzazione della pagina. I titoli delle canzoni sono proprio così: fieramente in lumbard. Fatte le dovute precisazioni, va detto che Polenta Violenta non è assolutamente un disco per palati fini. I Longobardeath più che la tecnica ricercano il divertimento e si sente. Una produzione non al top, piuttosto scarna ed essenziale, produce un suono volutamente grezzo e sporco che, unito al fattore liriche in lombardo stretto, disorienta l’ascoltatore. Musicalmente lo stile si allontana dalle precedenti esperienze death e thrash di Mik e si avvicina ad un sound più à la Motörhead dei primi anni novanta, quelli di Bastards per capirci. E proprio ai Motörhead si deve l’episodio più interessante dell’album, quella versione riveduta e corretta della leggendaria “Ace Of Spades”, letteralmente tradotta “L’Ass De Picch”, che riesce a strappare un sorriso anche a chi il metal demenziale non lo ama affatto. Purtroppo (o per fortuna, fate voi) Ul Mik non è Lemmy e il cantato stride con l’esecuzione decisamente convincente della band. Il resto, “Ul Fradel De L’Amis Del Cugnaa”, La Elsa Strapazzuna” e “I Miss Dal Cortil” su tutte, è ostentata e poco incisiva esibizione di potenza che, su disco, perde gran parte dell’ironia live tipica di band del genere. Da segnalare l’ospitata di Gerre dei tedeschi Tankard su “Bira Chi!!!!”. Ultima nota, la sezione multimedia che accompagna il cd: basta infilaa chel ed chichinsci dentar ul compiuter e schiscià ‘n quai butun. Tanto per non farsi mancare proprio nulla.
Voto:
Daniele Marinelli
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