LIE TEARS
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No Really Or False?
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2008
(Videoradio)
Nel
1997 rimasi stregato dal debutto di questo five-piece bolognese
e, dopo un silenzio durato più di dieci anni, i Lie Tears danno
finalmente alla luce un nuovo album. I componenti sono ancora
gli stessi, mentre il sound si è ammorbidito, avvicinandosi
ad un moderno progressive a tinte aor, molto romantico e piacevole,
ma che non rinuncia a qualche sprazzo più “hard”. Nell'opener
“Edge Of The Universe” il trademark del gruppo è ancora riconoscibilissimo
sin dalle prime note, grazie soprattutto alla voce di Massimo
Burzi, un cantante che possiede un timbro pulito ed evocativo,
senza lanciarsi in acuti o in bizzarri virtuosismi. Nella successiva
“Open Windows” la band riesce a fare ancora meglio, in virtù
di un refrain stellare e di uno splendido giro di tastiere nella
parte conclusiva del pezzo. Sempre le tastiere sono le protagoniste
di “Go For Your Dreams”, altra riuscitissima song che riporta
alla mente le sonorità new progressive di Saga, Marillion e
IQ, mentre una suggestiva intro pianistica apre l'elegante “Black
Sun”, che sfocia in un altro eccellente refrain. È tempo anche
per “Memories”, uno strumentale di rara bellezza, impreziosito
ancora una volta dalla presenza massiccia delle ispirate keys
di Andrea Soverini e in cui traspare anche la bravura alla sei
corde dell'axeman Matteo Ceramigli e della spumeggiante sezione
ritmica rappresentata dalla coppia Sandri/Mattei. Segue “No
Really”, power ballad appartenente al primo demo tape (Ipnotic
Mind, targato 1995), qui rivisitata in una versione decisamente
più lunga ed articolata. “A Different Love Song” fu l'ultimo
pezzo inciso dal gruppo prima dello scioglimento temporaneo:
oggi viene riproposta in una nuova veste, ma rimane un'altra
affascinante ballad dalle atmosfere rilassanti, dove risaltano,
ancora una volta, i tasti d'avorio e la voce di Massimo, qui
in un’interpretazione da lode. C'è spazio anche per “Broken
Mirror”, che ricorda i Rush degli anni '80 filtrati con il miglior
pop (sì, avete letto bene!) sempre di quel periodo, e per la
piacevole “Father And Son”. Come traccia conclusiva di questo
disco, il gruppo ha deciso di inserire il video di “Memories”,
sigillo di un lavoro perfetto. Speriamo che la band riesca a
far ristampare anche “A Gate For Another Life”, l’ eccellente
esordio che all'epoca fu ingiustamente ignorato. Se amate il
progressive rock meno intricato, ma più melodico e raffinato,
procuratevi questo album: mi ringrazierete!