LEADED FUEL
- Inhale And Get Pale -
2008
(Costa Ovest/Andromeda Dischi)
A dispetto di uno dei peggiori nomi mai dato a un gruppo di
questo tipo, sicuramente più adatto per del r’n’r à laMotöread che per una glam band, l’artwork non lascia
spazio a dubbi riguardo all’indirizzo stilistico del quintetto svedese.
Vagamente sulla scia del debut dei Gemini Five Babylon Rockets, la copertina
dovrebbe attirare l’attenzione di tutti gli amanti dei musicisti cotonati e
bellocci. Dopo un rapido sguardo al booklet, completo di foto e tutti i testi,
ed i conseguenti complimenti alla Costa Ovest per avere lavorato davvero bene,
giunge il momento del tanto atteso ascolto. Sì, perché il demo omonimo
pubblicato nel 2007 faceva ben sperare in virtù di un sound grezzo, “stradaiolo”
e in-your-face. L’apertura, affidata all’autointitolata “Leaded Fuel” come
accadeva ai tempi dell’ep di cui sopra, mostra un gruppo compatto, pronto a
colpire nel segno a suon di rock’n’roll sporcato di punk e decisamente poco
americano nelle intenzioni. Pur non apportando nessuna variazione al genere
proposto, i LF riescono a mettere sul piatto della bilancia dieci brani freschi
e convincenti, e a differenziarsi in parte dal resto delle glam band svedesi,
solitamente alla ricerca del ritornello a effetto e di un suono più “metallico”
e debitore di Mötley Crüe e compagnia bella. Pezzi come “Dirty Bitch
Boogie”, “Southern Belle”, “Yeah! You Bother Me” e “Rip It Up” valgono più di un
distratto ascolto e dovrebbero fare la felicità di chi vive di queste sonorità.
Nota di merito per il cantante Liz Lascivious, mai impeccabile ma, forse proprio
per questo, dotato di quel fascino vocale che solo le rockstar maledette
possiedono. Un ottimo esempio di quanto appena affermato è la conclusiva ballad
acustica “The Way We Are”, in cui il cantato sguaiato e ai limiti della
stonatura di Liz è avvolto da un alone di mistero e di perdizione: non c’è
scritto da nessuna parte che un gruppo rnr debba essere perfetto, se la pensate
così tornate ad ascoltare prog metal perdiana! Per dovere di cronaca citiamo le
collaborazioni di Peter London, bassista dei Crashdïet, e di Swan, voce dei
Blackrain. Un debutto più che riuscito, ben fatto signori!