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I Kill Cheerleader sono “la miglior rock’n’roll band dai tempi dei Guns N’ Roses”. Parola di Lemmy. E se lo dice uno come lui, soprattutto in virtù del fatto che nel gruppo non suona nemmeno una donzella, bensì quattro balordi spettinati e (probabilmente) un po’ puzzolenti, ci si può fidare. L’ascolto di All Hail è la conferma che il buon vecchio signor Kilmister, nonostante gli anni di torture a cui i volumi disumani degli amplificatori hanno costretto i suoi padiglioni auricolari, ci sente ancora bene. Questo debut album, che fa seguito ad una manciata di demo-tape registrati nell’indecisione generale, soprattutto per quel che concerne il nome della band (Cheerleader, Cheer Leadr e Cheerleader666 i precedenti monicker), è un vero e proprio tritasassi, una bordata di fottuto e maleducato rock’n’roll che vi si scaglierà addosso senza pietà. Sostituita l’ingannevole e improbabile copertina con tanto di unicorno, fiori, catene e croci rovesciate, che caratterizzava la versione americana uscita nel 2006, il combo canadese propone12 inni alla triade più famosa del mondo: no, non Moggi, Giraudo e Bettega, bensì “Sex, drugs and rock’n’roll”! Dall’iniziale “Sell Your Soul” alla conclusiva “Hurt The People You Love”, tutto fila liscio come una sorsata di birra ghiacciata in piena estate, appagando i sensi e la voglia di scuotere il culo, che giustamente si pretende che un disco del genere riesca a provocare. Riffoni grossolani e sporchi, i soliti tre-accordi-tre, vocals becere e strafottenti, liriche per cui meriterebbero una denuncia immediata: questi sono i Kill Cheerleader, quattro delinquenti che dopo essersi messi assieme hanno scoperto di aver perso tutti la verginità con la stessa donna, che hanno dovuto inventarsi degli pseudonimi per non venire cercati a casa dalle molte persone che hanno un conto in sospeso con loro, che sono stati banditi dal Bovine Sex Club di Toronto nonché dalla maggioranza dei locali canadesi per i casini che vi hanno combinato e che hanno dovuto migrare a Los Angeles per trovare finalmente un po’ di comprensione, che ben presto si è tramutata in un successo sproporzionato. Se riuscite ad immaginare primi Guns N’ Roses, Mötley Crüe (Nikki Sixx ha avuto parole molto lusinghiere nei loro confronti), The Stooges, Dead Boys, Ramones e Iron Maiden sapientemente mescolati nello stesso pentolone, allora la band di Ethan Deth e dei suoi irriverenti amici è proprio quello che fa per voi. E ricordate: “Your sister’s not a virgin anymore. She hangs out with the boys in Kill Cheerleader!”. Voto:
Stefano Gottardi
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