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Ecco un’altra delle tante glam band che nei gloriosi anni ’80 non è riuscita ad emergere, nonostante avesse il look giusto e i pezzi adatti a far innamorare le teenager. Si chiamano Kidd Havok, vengono dalla Florida e si sono formati nel 1989 grazie al vocalist Johnny B. e al chitarrista Scot Marcs, e sciolti nel 1994 senza la possibilità di vedere premiati i loro sforzi con la firma di un contratto e la pubblicazione di un cd. Quella chance tanto desiderata è però arrivata nel 2006, quando la solita Suncity Records ha contattato alcuni membri del gruppo proponendo loro di riesumare i vecchi demo e mettere assieme un album vero e proprio. Nasce così Roll The Dice, un dischetto senza troppe pretese che si compone di 10 canzoni e un assolo di chitarra dal vivo. Musicalmente la band sembra ripercorrere le orme di formazioni più blasonate in ambito hair metal come Faster Pussycat, Ratt, L.A. Guns, Pretty Boy Floyd e Trixter. La qualità audio lascia leggermente a desiderare, non bisogna dimenticarsi però che si tratta di versioni demo a cui è stata tolta un po’ di “polvere del tempo”, e che quindi è lecito aspettarsi un suono “da cantina” e niente più. Migliore invece la qualità a livello di songwriting, con una manciata di brani davvero ben riusciti e consoni ai canoni del genere (“Push”, “Treat Me”, Lady Luck”, “Lust 4 Life”), anche se non mancano i filler. Molto manierismo, una resa sonora deficitaria e qualche spunto degno di nota qua e là: niente per cui strapparsi i capelli, ma nemmeno un lavoro da buttare; probabilmente il futuro potrà riservare delle gradite sorprese, perché nel frattempo il gruppo si è riunito in formazione quasi originale (con Tommy Pinello al basso al posto di Shawn St. Pierre e Jim McCourt dietro le pelli), e sta scrivendo il materiale per un altro disco. Lo attendiamo con ansia. Voto:
Diego Berry
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