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Giustizia è fatta! Sì, perché, se negli anni ’80 questi 4 ragazzi non hanno avuto modo di trovare un contratto, nel tardo 2005 ci ha pensato l’attivissima Metal Mayhem Music a mettere loro carta e penna sotto al naso. Considerando che all’epoca le case discografiche mettevano sotto contratto (quasi) qualunque cane lungo crinito e vestito in maniera un po’ eccentrica e, soprattutto, data l’alta qualità del materiale proposto, sembra quasi impossibile che nessuno si sia accorto di questo gruppo di San Francisco, eppure è proprio così. I Kidd Blue hanno firmato per due dischi, entrambi composti interamente di vecchio materiale, il primo dei quali è questo a titolo Big Trouble. Lo stile è ovviamente riconducibile ad un hair metal tipicamente 80iano sulla scia di formazioni come Firehouse, Hardline, Hurricane, XYZ, Heavens Edge, Ratt, Herican Alice e Black 'N Blue. Dalla produzione ai memorabili ritornelli, dell’immagine dei musicisti agli imponenti cori, dai virtuosismi del chitarrista ai testi (seppur un briciolo meno stereotipati del solito), tutto è tipicamente anni ’80. Ascoltando il disco si respira quell’atmosfera dei bei tempi che furono caratteristica di tutte le registrazioni di questo tipo ed è praticamente impossibile non venire conquistati dalla festosa atmosfera di brani come “Crimes Of The Heart”, “Hold Me”, “Rocket Roulette”, “Midnight Train”, “Feel Your Touch” e dalla dolcezza dell’immancabile ballad, “Affection”. Menzione d’onore per il vocalist Bobby Blue, che sfoggia una timbrica praticamente perfetta per queste sonorità, anche se lo stile e l’attitudine del chitarrista Steve Barton non sono da meno. C’è poco altro da aggiungere, questo disco spacca! E chi se ne frega se un recensore serio dovrebbe evitare termini di questo tipo: siamo uomini o rockettari?
Voto:
Stefano Gottardi
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