KELDIAN
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Journey Of Souls
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2008
(Perris Records/Andromeda Dischi)
Alla Perris Records devono avere le idee un po' confuse se presentano questo gruppo come un mix tra Europe e Giant. Fate attenzione a non farvi ingannare: non troverete infatti la benché minima traccia né dell'una, né dell'altra band in questo disco, ma soltanto un curioso quanto bizzarro accostamento di sonorità elettroniche mescolate ad epici ritornelli in stile Stratovarius, su cui un'insignificante e tediosa vocina femminile tenta inutilmente di stendere un eterea velatura gothic. Impossibile estrapolare dall'album un brano piuttosto di un altro, in quanto la totale mancanza di originalità appiattisce canzoni che risultano tutte uguali. Su "God Of War" addirittura si accenna ad un improbabile e velleitario tentativo di screaming mischiato ad una chitarra gitana (gasp!). Provate ad unire le epiche cavalcate dei Maiden alle atmosfere di Enia, aggiungendo al già indigesto polpettone una buona dose di cori in stile Enigma e capirete di cosa stiamo parlando. La melodia da sola non basta a salvare un disco deludente non solo per le aspettative a cui viene meno, ma anche per la confusione con cui sono assemblate idee e stili che, se fossero stati seguiti singolarmente e con maggiore convinzione, avrebbero portato con ogni probabilità a risultati migliori.