A volte mi chiedo: ma Jorn Lande, ogni tanto, fa qualcos' altro oltre a cantare? Dal 1998 questo signore ha pubblicato la bellezza di 8 album solisti, ha militato in band come gli stratosferici Ark, i Masterplan, gli Snakes, i Beyond Twilight, il progetto Allen/Lande, i Millenium e i Mundanus Imperium (pubblicando con questi gruppi ben undici dischi!), senza contare le collaborazioni con Avantasia, Nikolo Kotzev, Brazen Abbot, Ayreon e Ken Hensley. Quest' anno il buon Jorn festeggia il quarantesimo compleanno con un nuovo lavoro in studio (il quinto se si escludono raccolte, live e cover album) che si lascia ascoltare, ma senza stupire. Musicalmente siamo vicini ad un ibrido più moderno tra Whitesnake e Dio, dove svetta come sempre la voce di Lande, che sin troppo spesso gioca ad imitare alla perfezione David Coverdale. Ma se Worldchanger, sua seconda prova solista, ci aveva stupito per una certa varietà stilistica, lo stesso non si può dire per questo disco, costituito quasi interamente da mid-tempo sostenuti dai riff rocciosi dei comunque validi chitarristi Moren e Lofstad. Ci sono ottimi pezzi come l'ispirata "War Of The World" e la title track, ma spesso la noia la fa da padrona e questo è dovuto, oltre che dai ritmi poco sostenuti, anche da una carenza di refrain memorizzabili. Lonely Are The Brave non è certamente un flop, ma da uno come Jorn ci si deve aspettare molto di più!